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Pubblico impiego

Emergenza organici Pa: ministra Dadone promette concorsi snelli

Organici ridotti all’osso, una situazione prodotta da anni di blocco del turnover e aggravata da quota 100, alcune aree in cui i servizi sono già a rischio. Il Cnel presenta la relazione sui servizi pubblici e la ministra della Funzione Pubblica, Dadone, fa proprio l’allarme che si sindacati ripetono da tempi. La ministra punta su nuovi concorsi ma sottolinea la necessità di accorciare i tempi. Attualmente si impiega circa un anno e mezzo per espletare un concorso pubblico. Lungaggini che, sottolinea Dadone, “creano una problematica per le amministrazioni che devono sopperire ai vuoti causati dal blocco e dal turnover e che in parte anche da Quota 100”. Il governo lavora, dunque, ad accorciare i tempi. Anche se, per il 2020, non ci sono ancora date sui concorsi pubblici. C’è da lavorare sugli organici ma anche sul rinnovo contrattuale. Dadone annuncia la convocazione, a inizio febbraio, di un tavolo con i sindacati del pubblico impiego per sottoscrivere un memorandum e assicura che grazie allo sblocco completo del turn over si riuscirà “a sostituire chi va in pensione con molti giovani”. Proprio per questo il govenon sta rivedendo i bandi, per snellire le procedure concorsuali e immettere profili innovativi, “professionalità in grado di condurre le amministrazioni nel futuro”.

I sindacati incassano l’apertura della ministra per discutere della situazione del pubblico impiego, ma ricordano che “il tempo passa e i lavoratori sono in attesa di risposte”. Per questo, annunciano i segretari generarli di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, “proseguiremo con assemblee e iniziative di mobilitazione e saremo disposti a intensificare l’azione sindacale se non riceveremo a breve un riscontro concreto su assunzioni, risorse e contratti”.

“La Pubblica Amministrazione sta assistendo a un vero e proprio esodo di lavoratori, dovuto al blocco delle assunzioni degli ultimi anni e all’introduzione di Quota 100 che vanno a incidere su un personale con un’età media molto elevata - fanno sapere le categorie di Cgil Cisl e Uil dei servizi pubblici -. Basti pensare che l’età media è di circa 51 anni e i dipendenti sotto i 30 anni di età rappresentano appena il 2,8% del totale. Le uscite previste per i prossimi due anni sono di circa 500 mila persone”. È quindi necessario, ribadiscono i segretari generali delle quattro sigle, “procedere con un nuovo piano straordinario di assunzioni che non garantisca solo il ricambio generazionale ma che intensifichi i servizi pubblici, con un 30% di assunzioni oltre il numero di pensionamenti previsti”.

( 15 gennaio 2020 )

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