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Fisco e pensioni, pressing dei sindacati sul governo

Le parti sociali continuano a chiedere più coraggio al governo. Serve una manovra espansiva. E senza dilazioni. Ieri Cgil Cisl e Uil hanno dato giudizio favorevole al ddl famiglia, con l’idea del bonus unico per ogni figlio. I sindacati hanno dato una valutazione positiva anche delle misure di conciliazione famiglia-lavoro e dell'ampliamento dell'offerta di servizi per sostenere nuclei con carichi familiari, come la dote unica, appunto. I sindacati chiedono che nella definizione del provvedimento venga garantito il principio di universalità senza creare discriminazioni e togliere attenzione al mondo del lavoro.

Il confronto è apertissimo, dunque. Ed è reale. “Finalmente - ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan - dopo tanto tempo, vedo un’impostazione al confronto con i sindacati diverso, c’è un confronto vero su tavoli politici e tecnici. Il risultato si vedrà chiaramente sui numeri”:

Sul fisco, e non solo, i sindacati chiedono interventi pesanti. “L’alleggerimento del cuneo fiscale dal 2020 e la rivalutazione delle pensioni - ha ribadito la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in una intervista al Il Secolo XIX - devono essere fatti in questa finanziaria, anzi devono essere il suo tratto distintivo”. I sindacati, ha evidenziato Furlan, hanno ribadito al Governo due punti. Il primo è l'abbassamento del cuneo fiscale. “Va fatto in questa finanziaria, non si può aspettare un altro anno. E il governo deve trovare le risorse”. I circa 2,7 miliardi di euro individuati per ridurre il cuneo sui lavoratori sono giudicati ancora insufficienti. Il secondo punto è la rivalutazione delle pensioni. “Va rimediato al blocco dello scorso anno. Servono circa 800 milioni per dodici mesi, meno se si parte più avanti nel corso dell'anno”.

Sulla questione delle risorse per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego, circa 5,4 miliardi di euro indicati dal Governo, “stiamo facendo verifiche ai tavoli tecnici”, ha spiegato Furlan. Il Governo, hanno sottolineato a proposito le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil, “deve fare chiarezza sulle risorse per rinnovare i contratti pubblici” e “chiarire la portata reale degli eventuali incrementi economici, in quanto, come è sempre stato, gli stanziamenti per aprire e concludere il negoziato sono distribuiti in un triennio”. I sindacati hanno inoltre evidenziato che “si è già in ritardo di circa un anno e che le attuali risorse non consentono di ipotizzare un avvio delle trattative”.

Cgil Cisl e Uil chiedono dunque di passare dalla “parole ai fatti”. E non a caso è proprio questo lo slogan che accompagna l’assemblea nazionale dei delegati sindacali in programma da ieri ad Assago.

( 8 ottobre 2019 )

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