Sabato 15 giugno 2024, ore 16:32

Milano

Il sindacato non si ferma

Sono arrivati numerosissimi da Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia all’ Arco della Pace di Milano dove si svolge la seconda manifestazione unitaria di Cgil, Cisl, Uil. La segretaria confederale organizzativa della Cisl, Daniela Fumarola, che ha parlato a nome del leader di via Po, Luigi Sbarra, impossibilitato a presenziare l’iniziativa causa covid ha detto: "È fondamentale essere qui oggi in tanti e dare voce alle nostre proposte, ai nostri progetti, come stiamo facendo in ogni luogo di lavoro e territorio. Il cantiere di una nuova Italia parte da qui, da ognuno di voi, dal mondo del lavoro . È solo insieme che riprenderemo la via giusta. Solo riallacciando il filo del dialogo con il governo potremo agire per il bene comune” ha detto la segretaria, continuando poi: “Non abbiamo altro tempo da perdere. È questo il momento di rispondere al disagio delle famiglie che fanno i salti mortali per arrivare alla fine del mese, dei giovani precari, chiusi in una gabbia senza futuro, delle donne che trovano bloccato l’ingresso nel mercato del lavoro, degli anziani, soprattutto di quelli non autosufficienti, troppo spesso lasciati soli”, ha sottolineato, rilanciando la necessità di tornare indietro su opzione donna? Garantendo, così, alle donne lavoratrici di uscire dal mercato del lavoro con la giusta flessibilità. "Governo, Sindacati, Associazioni datoriali devono individuare priorità da rispettare ad ogni costo per dare respiro ai ceti medi e popolari, condurre una lotta senza respiro all’evasione fiscale e contributiva, cooperare per un sistema pensionistico inclusivo. Fondamentale, poi, contemplare misure universali di sostegno alla povertà, arrivare a definire una nuova ed efficace politica dei redditi che permetta di affrontare la questione salariale, perché il tempo passa ma l’incendio dell’inflazione continua a bruciare il potere d’acquisto dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie. Il Sindacato non si ferma, va avanti per rafforzare giustizia sociale, sviluppo, democrazia”.

Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha detto: "Siamo in piazza per un Paese diverso. Per avere il cuneo fiscale abbiamo fatto gli scioperi generali. «Cgil, Cisl e Uil non stanno facendo lo sciopero contro il cuneo fiscale come qualcuno continua a dire perché noi gli scioperi generali li abbiamo fatti per averlo. Cgil Cisl e Uil stanno in piazza per chiedere al Governo e alla politica di costruire un paese diverso, basato su un lavoro stabile, dignitoso e sicuro, dato che si continua a morire, e di fare una riforma fiscale che tenga conto di chi effettivamente paga le tasse e di chi evade, di discutere finalmente di una riforma delle pensioni, che fino ad adesso ha sacrificato giovani e donne...noi adesso dobbiamo parlare con le nostre persone, che mi pare che stiano riempiendo le piazze, ascoltarli, spiegare loro cosa stiamo facendo e costruire il consenso sulle nostre proposte. Per fare lo sciopero generale c'è tempo - conclude - e noi fra l'altro pensiamo di fare più fastidio con le mobilitazioni che riescono a fare parlare questo Paese, mentre lo sciopero sarebbe la vittoria di un giorno».

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini chiede alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di «fare la riforma fiscale con chi paga le tasse, non solo con i commercialisti» e di ridurre le tasse «ai lavoratori dipendenti e ai pensionati». «Mi ha colpito - ha detto Landini dal palco della manifestazione all'Arco della Pace di Milano - perché la presidente del consiglio quando le abbiamo chiesto di discutere con noi della riforma non lo ha fatto e ha scelto di andare all'assemblea dei commercialisti e dire che la riforma fiscale vuole farla con loro». «Io - conclude - non ho nulla naturalmente contro i commercialisti, ma insisto su un punto: la riduzione delle tasse va fatta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e l'aumento va fatto a chi non paga le tasse, a chi evade il fisco e alla rendita finanziaria». «Il livello di precarietà che c'è nel nostro paese non c'è in nessun altro paese europeo. Proprio ieri hanno parlato di denatalità - ha aggiunto - ma una delle ragioni vere della denatalità è proprio il fatto che non c'è lavoro per le donne, e che c'è una precarietà che dà incertezza nel futuro delle persone». Riguardo l'emergenza casa ha poi sottolineato: «Il mio primo pensiero va agli studenti, la loro lotta è la nostra lotta. Il diritto allo studio - ha aggiunto - non è garantito nel nostro paese, altroché merito e i figli dei lavoratori dipendenti hanno sempre più difficoltà a studiare». Nel pomeriggio Landini incontrerà gli studenti alla Statale di Milano.

( 13 maggio 2023 )

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