Giovedì 13 dicembre 2018, ore 17:50

Quotidiano di informazione socio‑economica

Previdenza

L’Ocse scivola sulle pensioni di reversibilità

L’Italia, fa sapere l’Ocse, è il paese con la maggiore spesa per pensioni di reversibilità rispetto al Pil. Lo si legge nell’Outlook Pensions 2018 dell’Ocse in cui si sottolinea come nel nostro Paese nel 2017 si sia speso oltre il 2,5% del Pil per queste pensioni a fronte di una media Ocse dell’1%. Le pensioni di reversibilità sono importanti, sottolinea l’organizzazione parigina, ma servirebbero dei correttivi per evitare che disincentivino il lavoro e avvantaggino le coppie rispetto ai single. I destinatari di una pensione ai superstiti, secondo l’Ocse, ”non dovrebbero averla prima dell’età per il ritiro".

Una visione parziale che non collima con quella del sindacato. Anzi: "Troviamo sconcertante l'affermazione dell'Ocse per cui le pensioni di reversibilità potrebbero ’disincentivare’ la ricerca di un lavoro", afferma in una nota il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga. "Innanzitutto - precisa Ganga - va detto che gran parte dei percettori di pensione di reversibilità sono cittadini e cittadine di età elevata che poco o niente hanno a che fare con le dinamiche del mercato del lavoro e semmai il problema Ocse andrebbe valutato nell’ambito dei cambiamenti della struttura della società italiana che registra un andamento (fortunatamente favorevole) rispetto all’aspettativa di vita. In secondo luogo ci piace ricordare all’Ocse che il contributo versato all’Istituto di Previdenza per le pensioni comprende già in origine la prestazione per i superstiti e non è un caso che la normativa sia indicata secondo l’acronimo IVS dove la “S” sta per l’appunto per superstiti. In terzo luogo, per effetto della legge Dini del 1995 l'importo delle pensioni di reversibilità in Italia è condizionato dal reddito, per cui più alto è il reddito del coniuge superstite meno questi prende per la reversibilità e il taglio è molto rilevante. Infatti per un reddito oltre 3 volte il trattamento minimo (circa 19.800 euro lordi) il taglio dell'assegno è del 25%, oltre 4 volte il taglio è del 40%, e oltre le 5 volte la riduzione raggiunge il 50%. Inoltre - prosegue Ganga - se la pensione ai superstiti è calcolata con il metodo contributivo non c'è alcun diritto all'integrazione al trattamento minimo di pensione”.

(Domani su Conquiste tabloid articolo integrale di Francesco Gagliardi)

( 3 dicembre 2018 )

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Google Plus Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Commenta

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2018 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it