Giovedì 29 febbraio 2024, ore 11:38

In primo piano

La manovra migliora con il dialogo: questa la via maestra per il sindacato

di Luigi Sbarra

Da Piazza Santi Apostoli la Cisl oggi farà sentire in maniera forte la sua voce sulle modifiche da apportare alla manovra del Governo ed indicare la via di una strategia di sviluppo pienamente partecipata dalle parti sociali. Lo farà senza chiedere sacrifici ai lavoratori e ai cittadini, con proposte concrete, puntuali, di un sindacato responsabile, riformista, pragmatico, autonomo dalla politica e da tutti i partiti. Non è la manovra che avrebbe voluto la Cisl: troppo contenute le risorse stanziate. Un vincolo che non consente un’impostazione realmente espansiva ed anticiclica. Va d’al tra parte riconosciuto che l’85 cento delle dotazioni sono orientate su provvedimenti a favore dei redditi di lavoratori, pensionati e famiglie, con diverse misure che rispondono alle rivendicazioni che abbiamo avanzato in questi mesi di mobilitazione e trattativa. A partire dalla conferma del taglio del cuneo fiscale, la rivalutazione piena delle pensioni sino a 4 volte il trattamento minimo e con decalage le altre, le risorse necessarie - certamente non sufficienti - destinate al rinnovo dei contratti pubblici e della sanità, la detassazione della contrattazione aziendale e dei fringe benefit. Sono risultati importanti frutto delle nostre rivendicazioni unitarie. Riconoscere tutto questo non rende meno forte la nostra critica verso le pesanti ombre che vediamo soprattutto sulle pensioni. Lo diremo con molta chiarezza alla premier Meloni nell’incon tro che avremo martedi prossimo a Palazzo Chigi. Il Governo deve fare marcia indietro sulle rigidità introdotte nelle regole di flessibilità nella restrizioni di aliquote e rendimenti dei trattamenti pensionistici di alcune categorie pubbliche, che oltre ad essere ingiuste rischiano di innescare la fuga anticipata di migliaia di medici, infermieri, personale degli enti locali. Chiediamo più risorse per la sanità, l’istru zione, Regioni e Comuni (soprattutto nel Sud), come pure lo sblocco delle assunzioni e le stabilizzazioni del precariato storico. Occorre una svolta e forti investimenti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e più forti strumenti contro la povertà, il sostegno alla disabilità, alla non autosufficienza, più risorse sui centri anti violenza e sulle strutture di informazione e di formazione dei giovani per contrastare discriminazioni e violenza di genere. Indicheremo la via di un nuovo cammino riformista che coinvolga Governo, sistema delle imprese e anche gli altri sindacati, richiamando gli obiettivi di un’Agenda Sociale fondata sul protagonismo dei corpi intermedi nella definizione delle politiche di crescita e di coesione. Vuol dire migliorare la manovra, ma andare anche oltre, guardando alla piena attuazione del Pnrr, al rinnovo dei contratti pubblici e privati, al necessario cammino di riforme e investimenti che rilancino protagonismo, qualità e quantità del lavoro. Bisogna costruire insieme un nuovo Patto sociale che passa dalla difesa e il riscatto del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati con una nuova politica dei redditi, dal rilancio dei capitali pubblici e privati, dal recupero e la riallocazione della produttività, da una riforma fiscale autenticamente redistributiva.

Un impegno forte nel sostenere anche il cambiamento strutturale della legge Fornero, il rilancio delle politiche attive, dall’inve stimento sulle competenze, fino ad arrivare ad una nuova visione di politica industriale, infrastrutturale ed energetica e al pieno sviluppo del Mezzogiorno.

Dobbiamo ritrovarci insieme anche per far evolvere il sistema legislativo e contrattuale nel solco di una più forte partecipazione dei lavoratori alle scelte e ai profitti delle imprese. Tema su cui la Cisl ha raccolto in questi mesi centinaia di migliaia di adesioni per una legge di iniziativa popolare che presenteremo il 28 novembre alla Camera. La via maestra resta quella del negoziato, non il facile benaltrismo o uno scontro generalizzato con cui si rischia solo di spezzare i rapporti sociali e industriali isolando il mondo del lavoro. Quello che serve oggi è coesione, protagonismo sociale, corresponsabilità tra quanti hanno a cuore il futuro del Paese.

Segretario generale Cisl

( 25 novembre 2023 )

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