Giovedì 22 febbraio 2024, ore 2:26

Turismo

Lavoro stagionale: in Puglia mancano circa 20 mila addetti

La carenza di manodopera stagionale nel turismo è un problema all’ordine del giorno. Cisl e Fisascat Puglia intervengono sulla mancanza di personale nel comparto che apporta l’8% al Pil della regione. Secondo le stime degli imprenditori e dei rappresentanti mancherebbero all’appello 15/20mila addetti, tra addetti all’accoglienza e pulizie, camerieri, cuochi, e impiegati nel settore balneare, questi ultimi stimati a 5mila unità nell’anno in cui analisi, previsioni e prenotazioni inducono a prevedere che il turismo pugliese sarà da record, con una prospettiva di oltre 16 milioni di presenze turistiche, circa il 10% in più rispetto all’anno passato. In una nota congiunta la Cisl e la Fisascat Puglia stigmatizzano “la disaffezione a questo tipo di occupazione, in particolare dei giovani, dettata dalle condizioni lavorative troppo spesso precarie e irregolari, in cui lavoratrici e lavoratori sono impiegati in turni di lavoro lunghi, poco riposo, e con contratti inadeguati, se non in nero” con “il 74,13% delle imprese che risultano irregolari ai controlli degli ispettorati del lavoro, compromettendo di fatto le tante imprese serie e virtuose invece garantiscono contratti e retribuzioni regolari”. Per Cisl e Fisascat “l’emergenza lavoro nel turismo in Puglia almeno per quest’anno non sembra essere causata dal Reddito di Cittadinanza, né dalla pandemia che si spera ci siamo lasciati alle spalle o dalla crisi internazionale provocata dal conflitto in Ucraina, che pure desta preoccupazione in tutti gli ambiti socioeconomici; è bensì generata anche da fattori quali pochi investimenti pubblici e privati mirati per un rilancio di tutto il settore per tutti i 12 mesi dell’anno”. Tra le cause della carenza di manodopera anche la “mancanza di riqualificazione e nuove competenze dell’occupazione”. Cisl e Fisascat puntano il dito contro “la formazione insufficiente per i tanti ragazzi che escono dagli istituti professionali alberghieri, con poche ore di tirocinio nelle imprese del settore”. Senza dimenticare gli aspetti connessi all a stagionalità, che non assicurano la crescita e la stabilità occupazionale. Per la Cisl e la Fisascat Puglia occorre investire sulla qualità del turismo e soprattutto della qualità e rispetto del lavoro: che sia sicuro, contrattualizzato, ben retribuito, e che offra, nei periodi di inattività, supporti al reddito o formazione mirata. Infine puntare alla destagionalizzazione e investire in nuove politiche attive del lavoro che supportino il turismo in Puglia 12 mesi l’anno.
Ce.Au.

( 26 aprile 2023 )

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