Giovedì 29 febbraio 2024, ore 13:54

Industria

Metalmeccanico: le crisi coinvolgono quasi 85 mila addetti

Sono 84.817 i lavorati coinvolti lo scorso anno dalle crisi legate al settore metalmeccanico. I dati del Report Fim Cisl parlano chiaro e sono in linea anche con i dati Istat che registrano un calo della produzione industriale e una frenata del Pil nell’ultimo trimestre dell’anno. Secondo il report le sofferenze finanziarie dovute al costo del denaro continuano a pesare in maniera importante nonostante nell’ultima parte dell’anno i tassi siano rimasti invariati, a queste però continua a pesare, la difficile gestione della transizione green ed energetica di molte aziende, in particolare nei settori dell’automotive e della siderurgia. Permane la crisi di materie prime innescata prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina a cui si è aggiunta anche la guerra tra Israele e Hamas.

“Abbiamo bisogno di politiche industriali e interventi che rimettano la questione industriale al centro delle risposte e delle politiche economiche del nostro Paese - afferma il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia -. Noi pensiamo che le crisi possano e debbano essere risolte con impegni concertati con il sindacato mettendo in campo risorse concrete di sostegno alle filiere in transizione e di attrazione di nuovi investimenti”.

Nel dettaglio per quanto riguarda l’automotive, nonostante la ripresa del mercato dopo 4 anni di calo delle vendite, continua a preoccupare sul piano occupazionale la scelta di fermare la produzione dei motori endotermici nel 2035 in tutt’Europa. Una scelta che impatta sull’indotto di componentistica in cui il nostro Paese è tra i maggiori produttori ed esportatori in Europa, legato ai motori endotermici; inoltre non è ancora del tutto risolta la penuria di semiconduttori e componentistica. 

Il settore dell’elettrodomestico è alle prese con una ristrutturazione che sta interessando ormai da diversi anni  i siti presenti nel nostro Paese, ultimo in ordine temporale Electrolux che ha annunciato a inizio 2024 un piano di ristrutturazione che prevede 375 esuberi in Italia.
Restano, seppur attenuate, situazioni di fermo produttivo di laminatoi e fonderie dovuti per la maggior parte agli aumenti del costo dell’energia e carenza di materie prime, calano leggermente le commesse, soprattutto quelle legate al comparto edile. Resta attenzionata la situazione del settore termomeccanico alle prese con la transizione green e le nuove regole Ue. A tal proposito è stato aperto nel mese di dicembre, il primo tavolo della termomeccanica per cercare di anticipare e avviare politiche industriali di sostegno alla transizione dell’industria legata al riscaldamento, alla climatizzazione e alla refrigerazione.

Considerazione a parte merita il Gruppo ex-Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, 10.700 lavoratori diretti e circa 20mila coinvolti tra appalti e forniture, una vertenza storica che ha visto tra fine e inizio anno, l’avvio della procedura di commissariamento da parte del governo viste le inadempienze da parte dei Mittal. La madre di tutte le vertenze del nostro Paese si avvia con il commissariamento ad una nuova fase che dovrà essere gestita con la massima attenzione. 
Preoccupante anche la situazione dei 47.358 lavoratori coinvolti nelle crisi di settore: si tratta in genere di piccole e medie imprese legate all’indotto dei settori dell’auto, dell’elettronica e dell’impiantistica; su queste ultime in particolare pesano, come nel caso del gruppo Alpitel, Sirti, Valtellina, Italtel, Site ecc. i meccanismi legati alle gare a massimo ribasso che stanno mettendo fuori mercato molte delle aziende storiche dell’impiantistica. Un settore quello delle Tlc che tra aziende dirette ed indotto occupa oltre 200mila lavoratori.

Resta infine sostanzialmente immutato, il quadro delle “crisi storiche” presenti al Mimit per quanto riguarda il settore metalmeccanico che interessa oltre 50 tavoli di crisi. Si tratta di aziende sopra i 200 dipendenti (Blutec, Firema, Jsw Piombino ex-Lucchini, Jabil ex-Ilva, ecc.) di queste va però registrata la positiva notizia del mese di gennaio per Piombino che riguarda il progetto, promosso dal Governo, per dar vita a un polo siderurgico integrato green, affiancando all’acciaieria ex-Lucchini, ora Jsw Steel Italy del gruppo indiano Jindal, una nuova acciaieria con una capacità produttiva di circa tre milioni di tonnellate costruita appunto dalla joint venture Metinvest-Danieli.
Sara Martano

( 31 gennaio 2024 )

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