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Primi passi avanti sul fisco

Sindacati e governo aprono il cantiere della riforma fiscale con le prime misure di entità contenuta. Primi passi, evidenziano i sindacati, ma nella direzione giusta. “Il confronto con il governo sul taglio del cuneo fiscale - sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine del tavolo a palazzo Chigi sul taglio del cuneo fiscale - non è una risposta che potrà soddisfare tutti ma e un primo passo importante”. La numero uno di Via Po ricorda che i sindacati hanno portato “milioni di uomini e donne del lavoro sulle piazze per arrivare a questo”. “Ancora una volta purtroppo restano fuori gli incapienti - precisa la sindacalista - ma su questo abbiamo avuto rassicurazioni. Stiamo parlando di oltre 4 milioni persone, molti anziani ma anche giovani che hanno un lavoro povero”.

Il governo, riferisce la segretaria generale cislina, si è impegnato ad aprire velocemente il tavolo per la riforma fiscale. “Come Cisl - spiega - abbiamo ricordato che l'87% dell'erario è sul groppone dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, quindi una riforma non può che irrobustire le buste paga e le pensioni”. La lotta all’evasione, naturalmente, deve essere parallela alla riforma, secondo i sindacati. In riferimento al prossimo tavolo sulla previdenza, Furlan ha richiamato l’attenzione sulle pensioni dei giovani e delle donne.

L’esecutivo, come detto, fornisce rassicurazioni ai sindacati. Misure in favore degli incapienti e contrasto alla stagnazione salariale, evidenzia la ministra Catalfo, “sono priorità del Governo”. “Proprio in questo senso - aggiunge Catalfo -, oltre al taglio del cuneo fiscale, stiamo studiando interventi importanti come il salario minimo dando efficacia erga omnes alla parte salariale dei contratti comparativamente più rappresentativi, eliminando la concorrenza al ribasso fra i lavoratori, il contrasto al part time involontario che colpisce soprattutto le donne, una detassazione dei rinnovi contrattuali e, ultima ma non meno importante, una riforma del sistema fiscale, soprattutto l'Irpef, da cui traggano reale beneficio anche i pensionati”.

Il cantiere, come detto, è appena aperto. I sindacati incassano l’intervento sul cuneo, con un provvedimento che, sottolinea Maurizio Landini, “aumenta il salario netto di gran parte dei lavoratori dipendenti”. Ma è solo un primo risultato, aggiunge il leader Cgil, “perché ovviamente nessuno diventa ricco in questa situazione dal momento che i salari del nostro Paese restano bassi”. Ma la strada “è quella giusta”.

“Si allarga la platea, si mantiene il bonus, si introduce il ragionamento sulle detrazioni - evidenzia il segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo -. Questo incontro, per noi, rappresenta il primo step di una riforma fiscale complessiva. Serve ora ridurre le tasse anche ai pensionati e rendere il prelievo fiscale coerente con il principio costituzionale della progressività”.

( 17 gennaio 2020 )

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