Domenica 18 aprile 2021, ore 8:23

Quotidiano di informazione socio‑economica

Lavoro 

Reddito di cittadinanza, primi correttivi 

Il Governo Draghi prova ad introdurre i primi correttivi al reddito di cittadinanza per in vista della rimodulazione della misura in un’ottica di politica attiva e non di mero assistenzialismo. Per ora sono piccoli aggiustamenti, in vista di una revisione del sistema che faccia funzionare finalmente la parte che riguarda il ricollocamento al lavoro dei beneficiari della misura.
Per rifinanziare lo strumento è stato stabilito un incremento dell’autorizzazione di spesa di 1 miliardo, arrivando così a 8,2 miliardi per quest’anno. La media mensile resta leggermente inferiore ai 700 milioni e le famiglie beneficiarie, a gennaio, sono state 1,2 milioni. Con un aumento consistente - quasi del 20% - rispetto alla fine del 2019, dovuto all’emergenza sanitaria ed economica.
Sul fronte delle regole, si è deciso di consentire a chi accetta un lavoro di poter percepire automaticamente di nuovo il Reddito di cittadinanza, una volta terminato il lavoro, se l'importo complessivo percepito non supera la soglia prevista per l'erogazione. Un modo per incentivare i beneficiari ad accettare lavori anche a termine.
Contrariamente a quanto avvenuto finora, dunque, una volta concluso questo contratto temporaneo, il sussidio riparte in automatico e viene subito erogato, senza bisogno di presentare una nuova domanda all’Inps (la procedura che veniva utilizzata finora). Questo automatismo, secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore, potrebbe riguardare 20mila soggetti da qui alla fine dell’anno. Tra il 2019 e il 2020, infatti, sono stati 43mila i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno perso il sussidio per qualche mese stipulando un contratto di lavoro temporaneo. In quei casi, una volta terminato il lavoro, hanno dovuto aspettare qualche mese prima di avere il rinnovo, non ricevendo il beneficio. Cosa che ora non avverrà più.
Con il decreto sostegni, naturalmente, il Governo si è limitato a intervenire su reddito di cittadinanza ed emergenza. Le novità sono diverse, e i sindacati ne danno un giudizio in chiaroscuro. FeLSA Cisl NIdiL Cgil UILTemp, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori atipici e discontinui, promuovono la proroga per i Navigator, “in attesa di un disegno organico di riforma dell’intero sistema nazionale delle politiche attive del lavoro e del rafforzamento dei servizi per l’impiego”. Bene anche l’estensione dell’indennità alle categorie di lavoratori somministrati rimasti precedentemente esclusi dalle norme sugli stagionali dei settori non turistici e da quelle sul tempo determinato. L’estensione era stata richiesta a più riprese dai sindacati. Bene “l’allargamento della platea dei beneficiari del Reddito d’Emergenza (REM), che include ora anche coloro che hanno terminato la fruizione delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS COLL”.
Riguardo alle misure sul settore dello Sport, FeLSA Cisl NIdiL Cgil UILTemp Uil esprimono invece qualche preoccupazione. “Non può che essere accolto positivamente il rinnovo delle indennità per i collaboratori sportivi - spiegano -, ma riteniamo necessario garantire trasparenza nell’erogazione dell'indennità e la certezza che vi sia possibilità effettiva di accesso allo strumento da parte dei lavoratori”.
Giudizio positivo sulla possibilità di l rinnovo e proroga dei contratti a tempo determinato, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta, senza l'indicazione delle causali previste dal Decreto Dignità. Anche se il limite massimo di 24 mesi, evidenziano i sindacati, “potrebbe ridurre la portata della norma e determinare, comunque, l'uscita di molti contratti e somministrati a termine”.
“Importante”, inoltre, la conferma del blocco dei licenziamenti che riguarda anche i lavoratori assunti a tempo indeterminato in somministrazione.
Sul versante delle collaborazioni autonome occasionali, la modifica intervenuta rispetto alla data di iscrizione e versamento alla gestione separata, “potrebbe, anche se solo in parte, allargare la platea dei beneficiari”. Sui collaboratori coordinati e continuativi sospesi ma ancora con contratto in essere, i sindacati denunciano “una nuova inspiegabile esclusione”. Peraltro, su questa platea di lavoratori si evidenzia “anche l’esclusione dalla possibilità di utilizzare la malattia per i periodi di quarantena Covid e la mancata soluzione del problema del mancato/ridotto versamento contributivo in Gestione Separata Inps nel 2020 e anche nel 2021, con conseguenze importanti sulla possibilità di accedere e sulla entità delle prestazioni di maternità e malattia”. Situazione questa che coinvolge anche i lavoratori con Partita Iva individuale iscritti alla gestione separata Inps. Su tutte queste criticità i sindacati annunciano la proposta di specifici emendamenti in sede di conversione del decreto.

Ilaria Storti
 

( 25 marzo 2021 )

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