Giovedì 29 febbraio 2024, ore 12:04

Intervista

Roma ad un anno dal Giubileo

Dopo la firma in Campidoglio del protocollo per i cantieri del Giubileo, il piano degli interventi per i lavori è entrato nel vivo e per tutto il 2024 Roma si trasformerà in un “cantiere a cielo aperto”. Il sindaco Roberto Gualtieri ha confermato che l’attuazione della maggior parte degli interventi del Pnrr, quelli previsti con i fondi del Giubileo e quelli finanziati da Roma Capitale e da privati procede sulla base della tabella di marcia. Di tutto questo ne parliamo con Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio e reggente Cisl Roma Capitale e Rieti.

Segretario è proprio così? I lavori procedono secondo la tabella di marcia o ci sono dei ritardi?
Manca poco più di un anno al 24 Gennaio 2025, giorno in cui si aprirà il Giubileo, e molte opere sono iniziate e in fase di attuazione. È vero: Roma è già ‘un grande cantiere’ ma sappiamo che si sta lavorando alacremente e questo ci fa sperare che, almeno per le opere principali, i tempi di realizzazione verranno rispettati. Anticipo anche che, sulla tempistica degli interventi e anche su altri snodi cruciali, arriveremo presto ad un accordo con il Commissario straordinario per il Giubileo e tutti gli stakeholder, per stabilire le regole di un ciclo continuo di lavoro che assicuri, allo stesso tempo, la massima celerità con la sicurezza dei lavoratori coinvolti. Camminiamo tutti, soggetti attuatori, enti, società e istituzioni incaricate dal governo, verso un obiettivo unico e condiviso: attuare le opere e portarle a termine nei tempi previsti. Noi, come rappresentanti dei lavoratori, faremo la nostra parte ma pretendiamo che l’attenzione per la sicurezza sia ai massimi livelli. 

Legalità e sicurezza nei cantieri sono temi estremamente sensibili che vanno attentamente monitorati. Qual è la situazione nella Capitale? 
Direi che stiamo procedendo con la dovuta celerità, insieme alla categoria degli edili, e troviamo nell’amministrazione capitolina un interlocutore sensibile e attento. Per questo motivo, dopo un protocollo sulla legalità sottoscritto in Prefettura, lo scorso 30 novembre è stata firmata una ulteriore intesa tra il Commissario Straordinario del Giubileo 2025, il sindaco Roberto Gualtieri, le associazioni datoriali del settore edile e i sindacati di categoria, sulla realizzazione delle opere edili legate al Giubileo che riconosce la centralità della contrattazione nazionale. Nel protocollo abbiamo sancito l’importanza del lavoro di qualità con la stabilità dell’occupazione, il rispetto delle scadenze, la qualità delle opere, confermando il ruolo degli enti bilaterali per la formazione, la vigilanza, il controllo, la trasparenza e la legalità nell’intera filiera coinvolta. L’accordo è la conferma che la concertazione resta lo strumento principe perché tutti ottengano vantaggi: lavoratori, imprese, cittadini. Il Giubileo è una occasione unica per il rilancio e l’ammodernamento della dotazione infrastrutturale di Roma ma non avverrà a discapito della salute e sicurezza di chi lavora nei cantieri.

Andare in giro per Roma oggi nel lungo anno di avvicinamento al Giubileo è molto complicato, tra buche, cantieri, gru, camion, operai al lavoro, viabilità stravolta e traffico in tilt a tutte le ore. Quali misure di intervento sollecitate all’amministrazione capitolina per affrontare la situazione di disagio creata ai cittadini?
Lo scorso settembre abbiamo ottenuto un incontro con la struttura del Commissario Straordinario di Governo e in quell’occasione, abbiamo palesato tutte le criticità innescate dalla partenza di un grande progetto collettivo per la Capitale come il Giubileo. Abbiamo affrontato molti temi e avanzato diverse proposte, proprio a partire dalla gestione dei cantieri e le ricadute sul traffico cittadino e le molteplici attività. Il tema della mobilità è molto delicato perché impatta fortemente sulla qualità di vita dei cittadini romani e per questo abbiamo suggerito di creare viabilità alternative. Purtroppo, la tempistica stringente impone una grande attenzione e un grande lavoro per tutti. Dal canto loro, romani e pendolari dovranno necessariamente dotarsi di una grande dose di pazienza, ma se tutto andrà come deve andare, i disagi di questi mesi saranno ampiamente ripagati con una città più bella, accogliente e vivibile per tutti. 

In questo contesto di ripensamento e ristrutturazione profonda della città, il settore del turismo che ruolo svolgerà?
Pensiamo che il Giubileo 2025 sia una grande occasione anche per regolamentare tutto il sistema dell’accoglienza: ospitare oltre 30 milioni di pellegrini attesi da tutto il mondo non sarà semplice, così come gestire i vari progetti ed eventi. Parliamo di una enorme macchina organizzativa che richiederà l’impiego di molto personale con profili professionali diversificati. Analogamente a quanto avvenuto per i cantieri, anche per le lavorazioni esterne collegate dovremo sancire un protocollo di riferimento che salvaguardi trasparenza e legalità nelle modalità di reclutamento, contrattazione e inquadramento professionale, orari di lavoro, retribuzioni, salute e sicurezza. Per garantire una gestione dell’evento ottimale e sostenibile anche per i cittadini romani, dovremo pensare ad una macrostruttura di misure ad hoc in materia di decoro urbano, smart working e potenziamento dei trasporti pubblici. Per questo abbiamo chiesto l’apertura di quattro tavoli partecipativi dedicati a Cantieri, Mobilità, Sistema Ricettivo/Accoglienza Giubileo dei Cittadini e Piani Assunzionali. Nulla può essere lasciato al caso. 

Segretario, parliamo dei servizi della Capitale. Le questioni rifiuti e trasporto pubblico locale sono i due temi cari ai romani che quotidianamente devono fare i conti con strade sporche, cassonetti pieni e con un trasporto locale non all’altezza della città. Cosa si può fare al riguardo?
Decoro urbano e trasporto pubblico sono temi nevralgici per la Capitale, da anni se ne dibatte e i cittadini lamentano forti carenze. Per quanto riguarda la questione dei rifiuti, dobbiamo agire in maniera strutturale chiudendo il ciclo nella nostra Regione attraverso la costruzione di un termovalorizzatore di ultima generazione. In questo modo avremo benefici sia economici perché il costo della Tari sarà decisamente più contenuto, sia ambientali in quanto l’inquinamento causato dal trasporto su gomma dei rifiuti da smaltire verrà abbattuto drasticamente. Il trasporto pubblico, invece, va fortemente potenziato. Servono nuovi mezzi su gomma e su ferro per potenziare soprattutto l’offerta delle linee periferiche. Una città vasta come la Capitale ha bisogno di ricucire i territori avvicinando centro e periferie per accorciare le distanze, anche sociali, delle fragilità. In entrambi i casi, decoro urbano e trasporto pubblico, parliamo di servizi essenziali che devono essere pubblici ed anche ben organizzati, efficienti e in equilibrio economico. Due aziende partecipate di primaria importanza come Ama e Atac, con migliaia di dipendenti, devono garantire uguaglianza e pari diritti ai cittadini rispetto alla fruizione dei servizi e la loro qualità. In questo processo, i lavoratori sono una chiave fondamentale del successo dell’impresa. Questo significa che, anche per Atac e Ama, vale il principio della ‘partecipazione’ che ispira la proposta di legge di iniziativa popolare “La Partecipazione al Lavoro” messa a punto dalla Cisl nazionale. Se dobbiamo ripensare l’erogazione dei servizi in termini di pianificazione e organizzazione del lavoro, il coinvolgimento dei lavoratori sarà un elemento indispensabile non solo per raggiungere obiettivi di efficienza e qualità ma anche per ricucire un saldo rapporto tra Istituzioni, cittadini e imprese. 

Qual è infine l’auspicio che si augura per il Giubileo 2025? 
Per rispondere a questa domanda non posso che fare mie le parole del Pontefice il quale, in una lettera rivolta ai cittadini romani in vista dell’Anno Santo, ha scritto che “il Giubileo ha valenza non solo religiosa, ma implica anche una rinascita etica, morale, sociale e culturale, capace di guarire le ferite provocate dall’ingiustizia e dalle varie forme di violenza, di superare le disuguaglianze economiche e le discriminazioni, di rifondare un clima collettivo di fiducia e di speranza, di avviare processi di crescita umana integrale, con speciale attenzione per i più fragili e i più vulnerabili”. Che proprio la Città eterna, la nostra Capitale cuore della fede nel mondo, possa farsi portatrice di un messaggio di speranza e rinascita universale, è l’auspicio che sento e che profondamente mi auguro possa realizzarsi. Noi, per quanto ci compete, faremo tutto quanto è in nostro potere per contribuire al raggiungimento di questo grande obiettivo spirituale e collettivo. 
Sara Martano

( 11 gennaio 2024 )

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