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Salute

Sanità, è tempo di tornare a investire

Risorse, interventi strutturali ma, soprattutto, un cambio di approccio alla questione della Sanità. E’ questo che la Cisl chiede al nuovo governo. Come ribadisce il segretario generale aggiunto, Luigi Sbarra, intervenendo al convegno “Diritti alla sanità”, organizzato da Cisl Fp e Fnp Cisl. “Dobbiamo cambiare approccio - spiega -: i comparti sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali non sono un costo ma un volano di benessere sociale per il Paese”. Sbarra riconosce all’esecutivo un cambiamento importante nel metodo. “Finalmente - dice - torna il confronto. Altro che disintermediazione. I temi relativi alla salute sono decisivi solo se c’è il confronto: liste d’attesa, sanità, diritto alla cura, contratti, sono nervi scoperti. Basti pensare che spesso la qualità delle cure varia a seconda del censo e del territorio. Basti pensare alla qualità del lavoro di dipendenti pubblici costretti a turni massacranti o agli anziani dimenticati”. Sono queste, sottolinea Sbarra, “le periferie sociali verso cui la Cisl si sta proiettando per fare da riferimento a persone che non ne hanno altri”. Se l’approccio del governo è cambiato sul fronte del metodo - e qui Sbarra cita i tavoli di confronto sulla sanità e sulla sicurezza sul lavoro - ora il sindacato chiede, come detto, un cambio di approccio nel merito. Tornare a investire in sanità. Le risorse infatti scarseggino. Lo chiarisce il segretario generale della Cisl Fp. “Non è vero che in Italia si spende troppo per il sistema sanitario nazionale - spiega Maurizio Petricciol -. In Italia, dati alla mano, si spende meno e soprattutto si spende peggio”. Petriccioli chiede, dunque, di “far uscire dall'indifferenza generale quello che accade nella sanità pubblica e investire più risorse”. “Servono 3 miliardi in più - aggiunge - per rilanciare il Servizio sanitario nazionale. La Nota di aggiornamento al Def non dà risposte adeguate”. Il problema degli organici, d’altronde, è sotto gli occhi di tutti. “Abbiamo stimato una diminuzione importante di medici e infermieri nel Ssn - sottolinea Petriccioli - ma contemporaneamente continuano a tenere il numero chiuso alle Facoltà. Dobbiamo dare possibilità ai giovani di laurearsi senza andare a prendere professionisti fuori dall’Italia”.

Su questo fronte, dal ministro Speranza arriva una timida apertura. Almeno in linea di principio. “C’è una questione enorme che riguarda il personale - conferma Speranza -: il tetto di spesa ha provocato un aumento dell’età media e messo a rischio la sostenibilità del sistema”. Il ministro spiega che per il 2020 ci sono 2 miliardi in più da investire. Ma le risorse per eventuali assunzioni latitano. Come latita, per ora, un piano strutturale per le stabilizzazioni.

Il sindacato, però, chiede risposte chiare. Per questo il confronto è necessario. E urgente. “Aspettiamo di essere convocati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza - avverte il segretario generale della Cisl Fnp, Gigi Bonfanti - per dare voce anche ai pensionati che non hanno trovato posto nell’agenda del nuovo governo”. Pensionati che il 16 novembre saranno in piazza a Roma per rimette al centro del dibattito i propri temi. Temi noti, sui cui i sindacati sono mobilitati da tempo. C’è bisogno di sostenere la sanità pubblica e universale, ricorda Bonfanti, “invertendo la rotta con la politica dei tagli e dotandola delle risorse necessarie al suo rilancio”. C’è bisogno di sostenere i redditi da pensione. La riduzione del carico fiscale, “giusta e doverosa nei confronti dei lavoratori”, va “estesa anche ai pensionati”. C’è bisogno di una legge nazionale sulla non autosufficienza. Una legge attesa da anni.

( 3 ottobre 2019 )

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