Domenica 23 giugno 2024, ore 3:50

Industria

Saxa Gres: la priorità è il rientro al lavoro di tutti gli addetti

Segretaria, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato presentato un cronoprogramma che prevede la ripartenza di tutti gli impianti della Saxa Gres tra cui due sono in provincia di Frosinone, ad Anagni e Roccasecca. Ci può spiegare più nel dettaglio qual è la situazione in questi stabilimenti?
Lo stabilimento di Anagni ha ripreso a lavorare il 25 gennaio dopo una fermata per cassa integrazione ordinaria mentre quello di Roccasecca è ancora tuttora fermo perché per consentire il riavvio degli impianti è necessario innanzitutto che vada a buon fine il piano di finanziamento presentato che consentirebbe di ultimare gli investimenti utili alla ripartenza.

Dal punto di vista occupazionale di quanti lavoratori stiamo parlando? Quali sostegni sono stati messi in campo per garantire il loro reddito? E quali sono gli scenari futuri?
I dipendenti attuali in questi due stabilimenti sono meno di 400: circa 140 ad Anagni ed oltre 220 a Roccasecca. In quest’ultimo stabilimento fino ad agosto di quest’anno i lavoratori sono coperti dalla cassa integrazione straordinaria, l’ammortizzatore che è stato concesso dal ministero del Lavoro. 

Il programma illustrato da Francesco Borgomeo prevede anche l’entrata di un nuovo investitore che supporterà il piano di rilancio della Saxa Gres. Si sa chi è questo nuovo socio?
Per quanto riguarda il cronoprogramma che ha illustrato il presidente Borgomeo, questo prevede l’ultimazione dei lavori a fine 2024 quindi sicuramente noi come sindacati ci attiveremo per chiedere ulteriori ammortizzatori sociali al ministero poiché quelli concessi non sono sufficienti a coprire tutti i mesi che abbiamo davanti per ultimare i lavori. Ad oggi ancora non è stato svelato il nome del futuro investitore che accompagnerà questo progetto e sicuramente lo chiederemo al ministero nel prossimo incontro. Per adesso sappiamo solo che un fondo di investimento dovrebbe entrare con un piano di finanziamenti che Borgomeo ha annunciato che sarà di circa 60 milioni di euro. 

Segretaria, un’ultima domanda, il ministero convocherà una nuova riunione tra fine febbraio e inizio marzo. Cosa vi aspettate in quella data e cosa chiederete ad azienda e istituzioni?
Ovviamente chiederemo in sede ministeriale il rispetto degli impegni presi e il mantenimento del cronoprogramma nell’auspicio che da gennaio 2025 le persone possano finalmente rientrare al lavoro visto che è dal 2018 che la situazione è piuttosto difficile. Da allora di fatto sono solo aumentate le ore di cassa integrazione. Aggiungo però che come sindacati siamo soddisfatti del lavoro che stanno facendo le istituzioni, in particolare la Regione Lazio, insieme al Ministero perché, prima di tutto stanno vigilando sul progetto che a causa di quanto è accaduto in questi anni a partire dal covid, alla crisi energetica e alle guerre, rischiava di non andare a buon fine. Inoltre Regione e Ministero si stanno occupando di tutto quello che concerne l’aspetto tecnico e autorizzativo per supportare il piano, in particolare la questione legata al biodigestore necessario per fornire l’energia ad un costo più basso. Per cui crediamo di aver fatto un buon lavoro nel riportare tutta la vertenza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy perché in quella sede era nato il piano di realizzazione e di riconversione di Ideal Standard. Oggi indipendentemente da chi sarà il finanziatore la questione fondamentale è il rientro di tutte le maestranze.

Sara Martano

( 8 febbraio 2024 )

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