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Scuola, il sindacato chiede direttive chiare

Il sindacato chiede indicazioni più chiare sul fronte dlele misure per da applicare nelle scuole per l’emergenza coronavirus. E frena gli entusiasmi sull’utilizzo diffuso della didattica a distanza, ipotizzato dalla ministra Azzolina come rimedio alla chiusura delle scuola. La cosiddetta educazione a distanza, dice a proposito la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, “è stata già sperimentata in alcuni centri ed è sicuramente una buona pratica”. “Tuttavia - aggiunge - ritenere che possa esser messa a sistema in un momento emergenziale come questo direi che è ‘fantadidattica’”. Non si può dunque partire da queste esperienze di eccellenza, evidenzia la sindacalista, “e pensare che in 15-20 giorni si possano creare le infrastrutture necessarie per dare una copertura in più regioni se non in tutto il Paese”. “L'Italia - ricorda Gissi - è divisa in 4 parti, non tutte le aree sono servite dalla linea allo stesso modo. Secondo indagini più o meno recenti circa il 15% degli studenti inoltre non è nemmeno dotato di una connessione internet in casa, eccezion fatta per gli smartphone, non adatti comunque a questo scopo”. Ipotesi “interessanti”, dunque, ma non soluzioni realistiche all’emergeza”.

Quanto alle numerose misure approvate dal governo per gestire l’emergenza sul fronte dell’istruzione, Cisl Scuola chiede “con la massima urgenza, linee guida che orientino le scuole, anche con note esplicative, nell’applicare le disposizioni contenute nei decreti e nelle ordinanze”. Linee chiare a organizzare tutti gli ambiti, a partire dalla gestione del personale. Gissi cita, tra le altre cosa, obblighi di presenza, gestione delle assenze e del rientro dalle stesse, ma anche lavoro agile, didattica a distanza, gestione dei momenti aggregativi, coinvolgimento degli organi collegiali, adempimenti amministrativi in scadenza. “Per ognuno di questi temi - spiega - non sono pochi i nodi da sciogliere e non è pensabile che ogni scuola sia lasciata sola a improvvisare soluzioni per questioni anche piuttosto complesse”. Cisl Scuola invoca “tempestività” ma anche “chiarezza di indicazioni”. A questo scopo andrebbe “favorito quanto più possibile l’interscambio di comunicazioni a tutti i livelli del sistema”. Per questo, il sindacato si è impegnato a fornire all’amministrazione ogni utile contributo di approfondimento sulle questioni che le scuole saranno chiamate ad affrontare in questi giorni. La condivisione, secondo la segretaria Cisl Scuola, può “servire a prevenire disagi e contenzioso, oltre ad assicurare correttezza e uniformità di comportamenti”.

Per ora, l’emergenza ha spinto il sindacato a mettere in quarantena la mobilitazione e revocare lo sciopero indetto per il 6 marzo. Ma i temi restano sul tavolo. Nell’incontro con la ministra Azzolina, specifica Gissi, si è potutto cogliere “qualche segnale di una certa disponibilità dell’amministrazione a riflettere su alcune delle proposte sindacali in merito alle modalità di svolgimento delle prove concorsuali, così come all’avvio del confronto su un sistema di percorsi abilitanti con carattere strutturale, una delle richieste su cui la Cisl Scuola sta insistendo in modo particolare”.

( 27 febbraio 2020 )

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