Giovedì 1 dicembre 2022, ore 7:02

Torino

Sindacati in campo con due sit-in per la sicurezza sul lavoro

Non è più tollerabile che in Italia ci sia una media di tre morti sul lavoro al giorno e innumerevoli infortuni, molti dei quali invalidanti a livello permanente”. Lo affermano Fim, Fiom e Uilm Torino spiegando i motivi del presidio che si è svolto ieri mattina davanti ai cancelli della Alessio Tubi di La Loggia, nel Torinese, dove la scorsa settimana un operaio di 41 anni, Mostapha El Miski, dipendente interinale dell’azienda, ha perso la vita dopo essere stato travolto da alcuni pacchi contenenti materiale metallico.
“Vogliamo riportare al centro dell’attenzione - continuano i metalmeccanici torinesi di Cgil Cisl Uil - il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che deve trovare una soluzione definitiva”. 
La Alessio Tubi è un’azienda nata nel 1961. Dopo un passato glorioso (era il terzo produttore di tubi, profilati e profili strutturali alle spalle di Ilva e Marcegaglia), una decina di anni fa ha iniziato la sua discesa, avviando una stagione di tagli e abbattimento dei costi. Negli anni sono state assegnate alcune lavorazioni all’esterno e ridotti gli investimenti su impianti e macchinari. 
“La cultura della sicurezza in un luogo considerato a rischio per sua natura - fanno sapere dalla Fim di Torino-Canavese - va alimentata attraverso la continua ricerca di soluzioni tecnologiche innovative, accompagnate da protocolli aziendali condivisi, aggiornati, efficaci e in costante miglioramento. Esattamente ciò che abbiamo chiesto a gran voce nelle manifestazioni unitarie del 20 ottobre a Torino e del 22 ottobre a Roma”.
Fim Fiom Uilm Torino chiedono alle istituzioni locali di intervenire sul governo centrale per lo stanziamento immediato di fondi per l’assunzione di ispettori che vadano nelle aziende a verificare che le procedure di sicurezza siano applicate correttamente e alle associazioni degli industriali, a partire da Federmeccanica, una maggiore sensibilizzazione dei loro associati sul tema della salute e sicurezza. 
Giovedì 17 novembre si è svolto sempre in provincia di Torino, esattamente a Collegno, un altro presidio sulla sicurezza, promosso questa volta da Cgil Cisl Uil della Zona Ovest della città. I sindacati confederali hanno voluto richiamare l’attenzione su questo tema dopo l’ennesimo incidente grave avvenuto l’8 novembre scorso nel cantiere Lidl di Collegno, nel quale due operai edili di 53 e 58 anni di origine marocchina, entrambi residenti a Torino, sono precipitati da un’altezza di sei metri. “Oltre a sensibilizzare le imprese su formazione, prevenzione e vigilanza - dicono i sindacati - è necessario un tavolo di monitoraggio continuo presso la Città metropolitana e l’applicazione in tutti i cantieri del protocollo sulla sicurezza sottoscritto di recente in Prefettura da tutti i soggetti istituzionali, datoriali e dalle federazioni provinciali dei sindacati edili”.
Sempre una settimana fa, nell’azienda Galvanoplast di Gravellona Toce, in provincia di Verbania, specializzata nella cromatura di componenti metalliche, c’è stata, per un errore umano, una fuga di sostanze chimiche che ha intossicato 21 dei 35 addetti totali. Tre operai sono stati trattenuti in ospedale per accertamenti senza riportare però gravi conseguenze. “In questa circostanza, prontezza e capacità del personale - afferma Andrea Guagliardo della Fim Piemonte Orientale - hanno fatto la differenza nel ridurre al minimo le conseguenze dell’errore. La formazione dei dipendenti su salute e sicurezza è fondamentale soprattutto se già prevista dalle norme contrattuali che nel caso dei metalmeccanici assegnano 24 ore di formazione specifica per ogni dipendente nell’arco del triennio”. 
Rocco Zagaria
 

( 18 novembre 2022 )

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