Giovedì 29 febbraio 2024, ore 13:27

Intervista

Vigili del Fuoco: tante le criticità da sanare

Carenza di uomini, mezzi fatiscenti, carichi di lavoro pesanti. Sono ancora tante le questioni aperte per i Vigili del Fuoco e non mancano certo le difficoltà a partire dalle chiusure di diversi distaccamenti. Ma in tutte queste criticità c’è una buona notizia. Dopo tante battaglie è arrivata l’equiparazione dello stipendio con quello delle forze di Polizia. Di questo e altro ne parliamo con il segretario generale della Fns Cisl, Massimo Vespia.

Segretario, recentemente il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco è stato interessato da una serie riforme che finalmente, dopo innumerevoli vertenze, ha portato all’armonizzazione stipendiale del personale con quello delle forze di Polizia. Una battaglia vinta che portavate avanti da tempo?
Proprio così, è stata una conquista epocale: erano decenni che la nostra organizzazione sindacale rivendicava con tutte le proprie forze un processo retributivo e previdenziale dei Vigili del Fuoco pari a quello delle forze di Polizia. Una disparità di trattamento economico odiosa e imbarazzante, perpetrata nel tempo, che relegava il nostro personale ad essere alla stregua di servitori dello Stato di serie B. Nonostante le tante pacche sulle spalle ricevute ad ogni emergenza o calamità nazionale e le innumerevoli medaglie ricevute, la politica e i Governi hanno sempre fatto orecchie da mercante a questa legittima battaglia. Finalmente abbiamo pareggiato i conti, anche se adesso dobbiamo definire il percorso che ci porterà all’attribuzione dal punto di vista previdenziale dei sei aumenti periodici in aggiunta alla base pensionabile che abbiamo ottenuto ma che stiamo cercando di ottenere in tempi più ristretti. Resta da recuperare ancora l’ingiusta differenza trai Vigili del Fuoco e la Polizia di Stato in merito agli elementi della retribuzione accessoria, un altro risultato che riteniamo a breve di conseguire.

Sicurezza e soccorso sono elementi fondamentali per i Vigili del Fuoco che garantiscono il loro servizio giornalmente e ancor di più in situazioni emergenziali. Secondo lei l’organico attuale risponde alle effettive necessità?
Ci sono stati degli sforzi in tal senso ma non sono bastati per colmare le gravi criticità. Le assunzioni autorizzate e finanziate, non riescono a far fronte al numero sempre più crescente del personale destinato a breve ad andare in quiescenza. Il Corpo resta sotto organico in tutto il Paese, arrivando addirittura ad essere costretto a chiudere frequentemente numerosi distaccamenti periferici per mancanza di unità operative. Un autentico arretramento dello Stato sul territorio che mette a repentaglio la tenuta del dispositivo tecnico urgente, ovvero del primario compito istituzionale dei Vigili del Fuoco. Altrettanto preoccupante è anche la carenza a livello centrale e presso i Comandi del personale  con ruoli tecnici professionali. Vi è solo una via di uscita: un immediato piano straordinario di assunzioni per evitare che la presenza dei Vigili del Fuoco sia garantita a solo una parte della popolazione.

Oggi qual è la situazione delle sedi e del parco macchine?
Attualmente gli automezzi di soccorso in talune realtà non sono sempre sufficienti, efficienti o adeguati alla natura del territorio che dovrebbero servire. Abbiamo appreso dal Dipartimento che con il Pnrr verranno investite ingenti risorse per il potenziamento e l’ammodernamento del parco macchine, una notizia che ci conforta ma che vorremmo si traducesse nel più breve tempo possibile in fatti concreti.

Nonostante i grandi sforzi compiuti ci sono diverse questioni aperte. Quali richieste avanzate all’Amministrazione del Corpo e più in generale alla politica? 
Le criticità da sanare sono ancora tante. Siamo riusciti in ogni caso a convincere il sottosegretario Emanuele Prisco ad aprire il tavolo e a finanziare la legge delega del D.Lgs. 217. Un passaggio obbligato destinato a sanare attraverso un apposito correttivo le tante divisioni tra il personale e migliorare le condizioni lavorative di tutti gli appartenenti al Corpo. Vorremmo solo comprendere quante risorse verranno destinate a tale scopo perché le aspettative sulla revisione dell’ordinamento sono a dir poco alte. Vorremmo inoltre che il Dipartimento affrontasse in modo serio, puntuale e responsabile la questione delle malattie professionali: è ormai acclarato scientificamente che il lavoro del vigile del fuoco provochi nel tempo l’insorgenza di talune patologie, alcune delle quali invalidanti e mortali. Nonostante tutto, l’Amministrazione sull’argomento non sembra particolarmente attenta sebbene ad esempio una recente direttiva europea sui rischi dei lavoratori soggetti all’esposizione all’amianto abbia dato chiare disposizioni in merito a tale tematica. La Fns Cisl sta portando avanti una vera e propria battaglia sulla salute e la prevenzione dei Vigili del Fuoco incalzando quotidianamente il Ministero competente. Per finire, il Governo e la politica in generale devono comprendere una volta per tutte che i Vigili del Fuoco sono gli unici a garantire un servizio indispensabile ai cittadini, per questo motivo il Corpo Nazionale dovrebbe essere messo nelle condizioni di poter operare sempre e in qualunque situazione nelle migliori condizioni.
Sara Martano

( 14 dicembre 2023 )

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