Giovedì 22 febbraio 2024, ore 3:03

Lavoro

Un altro anno nero per la sicurezza: decessi sul lavoro in aumento del 2%

Il 2023 è stato l’ennesimo anno nero per la sicurezza sul lavoro. Non solo non arriva una svolta, un’inversione del trend di morti e incidenti, ma si registrano persino peggioramenti. La conferma arriva dai dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente, Vega Engineering di Mestre. A due mesi dalla fine dell'anno, lo studio certifica un aumento del 2% delle morti in occasione di lavoro. 
“La situazione rimane tragicamente pressoché stabile - sottolinea il presidente dell’osservatorio, Mauro Rossato -, così come l’identikit dei soggetti più ‘fragili’ sul fronte delle incidenze di mortalità: sono i giovanissimi, gli anziani e gli stranieri”. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (23,6 infortuni mortali ogni milione di occupati contro i 14,4). Un dato, quest'ultimo che risulta essere ancor più preoccupante tra i lavoratori più anziani; e infatti l'incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultra-sessantacinquenni (117,9), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (50,7). 
Come detto, i dati sono allarmanti anche sul fronte degli stranieri: quelli deceduti in occasione di lavoro da gennaio a ottobre, sono 128 su 672 (1 su 5), con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere più che doppio rispetto agli italiani. Gli stranieri, infatti, registrano 53,9 morti ogni milione di occupati, contro i 26,2 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.
Quanto ai numeri assoluti, da gennaio a ottobre 2023 i morti sono 868. Di questi, 672 hanno perso la vita “in occasione di lavoro” (più 2% rispetto a ottobre 2022) e 196 in itinere (meno 21,6% rispetto a ottobre 2022). 
Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (108). Un record collegato all’essere la regione con il maggior numero di lavoratori attivi. Seguono: Campania (66), Veneto (62), Emilia-Romagna (58), Piemonte (56), Puglia (51), Lazio (50), Sicilia (42), Toscana (27), Abruzzo (26), Umbria (20), Marche (18), Calabria e Friuli Venezia Giulia (17), Liguria (15), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Basilicata (7), Molise (5) e Valle d'Aosta (1).
Nei primi dieci mesi del 2023 è sempre il settore delle Costruzioni a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 117. È seguito dal settore dei Trasporti e Magazzinaggio (91), dalle Attività Manifatturiere (81) e dal Commercio (56). La fascia d'età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (244 su un totale di 672). 
Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a ottobre 2023 sono 38, mentre 21 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 128, mentre sono 33 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.
Ilaria Storti

( 7 dicembre 2023 )

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