Mercoledì 1 febbraio 2023, ore 1:09

Call center

Almaviva: la soluzione che non c'è

Almaviva, vertenza infinita e il pressing siciliano aumenta. Dopo gli incontri di ieri in Regione, accelera l'interlocuzione con Roma per piazzare l'ipotesi concreta di una soluzione sotto l'albero di Natale. All'assessorato al Lavoro si sono incontrati il governo regionale e rappresentanti sindacali dei lavoratori del call center. Sul tavolo le preoccupazioni per l'imminente scadenza delle commesse e il conseguente rischio di esuberi per centinaia di operatori. Nella società che gestisce i call center, ora in allarme sono i 500 consulenti, tra Catania e Palermo, della commessa “1500” del ministero della Salute: rischiano di perdere il posto di lavoro non appena al 31 dicembre scadrà il contratto. Si tratta di una commessa di pubblica utilità, assegnata nel periodo della pandemia, per dare assistenza e informazioni ai malati da Covid-19. Un contributo che si è rivelato prezioso, ma che con la conclusione del servizio non trova applicabilità della clausola sociale. Così, alla scadenza del 31 dicembre, gli operatori diventeranno un esubero per Almaviva. L'azienda, infatti, non ha a disposizione altri servizi su cui destinarli. E, come se non bastasse, il 28 febbraio del 2023, per loro si esauriranno anche gli ammortizzatori sociali attivi. Solo a Catania, i lavoratori interessati nel servizio sono circa 200. Nell’ultima settimana di novembre, i dipendenti di Almaviva sono così stati costretti a tornare in piazza, a Catania e a Palermo, davanti alle rispettive Prefetture per lanciare il proprio grido d’allarme. Nel capoluogo etneo, i rappresentanti delle sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni e le Rsu di Almaviva sono stati ricevuti dal viceprefetto Antonio Gullì. Nel corso dell’incontro, è stata ribadita l'esigenza di «un intervento sul Governo Nazionale per la riapertura del tavolo di crisi permanente di Almaviva Contact, per ricercare soluzioni concrete per tutti i lavoratori coinvolti nelle vertenze dell’azienda di call center». Nelle sedi di Palermo e di Catania, infatti, alla vertenza “1500”, si aggiunge la preoccupazione per il futuro occupazionale di altri 39 dipendenti: sono quelli della commessa Amex, che gestisce i bisogni dei clienti della Carta di Credito ad alta spendibilità American Express. Il servizio è avviato alla scadenza con Almaviva e la società statunitense non lo vuole più portare avanti. L’Amex, infatti, ha intenzione di internalizzare la commessa in Spagna. A complicare tutta la vicenda, c’è l'intenzione di Almaviva di ridurre le attività, e lasciare definitivamente la fetta di mercato di “Customer relationship manager”, cosa che renderà difficile persino il rientro dei consulenti telefonici Covid al loro servizio. Su Catania, oltre ai 200 addetti al “1500”, la fibrillazione è anche per una porzione più consistente costituita da 400 lavoratori, più gli oltre 40 dello staff trasversale, che attende l’esito della trattativa per il transito della commessa “Vodafone” a un nuovo operatore di mercato. La vertenza diventa complessiva, difficile e articolata. Il suo esito negativo sarebbe devastante per il territorio.
Rosario Nastasi

( 13 dicembre 2022 )

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