Giovedì 5 marzo 2026, ore 13:52

Infrastrutture

Autostrade per l'Italia, sciopero più vicino

Autostrade per l’Italia si avvicina sempre più allo sciopero. Lo annuncia la Fit-Cisl. "Dopo un confronto che dura da mesi - spiega il sindacato dei trasporti - martedì le procedure di raffreddamento, ovvero il tentativo di mediazione ai sensi della legge che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici, hanno avuto un esito negativo. Questo per dirette responsabilità dell’azienda. Aspi ha annunciato in modo un piano industriale ambizioso, ma dietro l’apparenza sono molte le cose che non vanno. Innanzitutto dal punto di vista occupazionale - aggiunge la Fit - non basta assicurare l’assunzione di 2mila persone, perché in primis ne servono molte di più, inoltre è necessario che una fetta consistente, molto più di quanto previsto dall’azienda, debba essere impiegata nei servizi operativi. Non sappiamo più come ripetere che è una questione di sicurezza pubblica: non si possono lasciare le autostrade totalmente impresenziate; non si può fare affidamento sulla sola tecnologia. Quest’ultima può far funzionare le barriere di ingresso e di uscita, garantire il pagamento del pedaggio da parte degli utenti, ma non può assicurare la necessaria assistenza a chi può averne bisogno".
Sempre in tema di occupazione - riprende il sindacato - è inaccettabile che le nuove assunzioni siano fatte al di fuori del contratto collettivo nazionale di settore, che è l’unico su misura per i lavoratori e le aziende a cui si riferisce. Altrettanto grave è che non sia prevista la stabilizzazione dei tanti precari che da anni gravitano attorno alla società e che era stata loro garantita da accordi condivisi con la stessa Aspi.
"Cosa dobbiamo pensare dell’assenza di ben due società, Sds e Giove Clear, dal piano industriale del gruppo? - si interroga la Fit? Si può solo immaginare l’angoscia dei dipendenti. Tutto questo è inaccettabile. Ma, evidentemente, è il segnale che l’azienda continua a porre in essere le vecchie e tanto contestate pratiche. Confidiamo - conclude la Fit - in un'inversione dei comportamenti assunti finora e che tutte le parti coinvolte si assumano le proprie responsabilità per il bene del Paese e della sua ripresa economica".
 

Cecilia Augella

( 10 febbraio 2021 )

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