Ancora una storia industriale antipatica di quelle che nessuno vorrebbe scriverne perché a farne le spese sono i lavoratori. Si tratta dell’azienda Berco che ha comunicato ai lavoratori la disdetta del contratto aziendale e i lavoratori, informano Fiom, Fim e Uilm di Ferrara e la rsu, hanno deciso di aprire una fase di mobilitazione con iniziative di sciopero che verranno decise e comunicate giorno per giorno. Questo primo periodo di sciopero proseguirà fino al 13 febbraio, data in cui è convocato un tavolo di discussione al Mimit per l’azienda della società in portafoglio alla multinazionale tedesca Thyssenkrupp e specializzata nella produzione di componenti e sistemi sottocarro per macchine movimento terra cingolate e che vede a rischio almeno 480 posti di lavoro tra gli stabilimenti di Copparo, nel Ferrarrese e Castelfranco Veneto, nel Trevigiano.
“Le lavoratrici e i lavoratori di Berco non sono disposti ad accettare il ricatto imposto dall’azienda, che vede quest’ultima richiedere al sindacato la sottoscrizione di un accordo che cancelli il Ccia e la contrattazione riguardo alle condizioni di utilizzo degli ammortizzatori sociali, sia per il presente che per il futuro, in alternativa ai licenziamenti”, dicono i sindacati, che chiedono all’azienda di ritirare la disdetta e di avviare al più presto un percorso per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, al fine di scongiurare i licenziamenti. Il Pd dell’Emilia-Romagna con il segretario Luigi Tosiani e quello di Ferrara con il segretario Nicola Minarelli parlano di “un atto gravissimo, che penalizza lavoratrici e lavoratori con un drastico taglio salariale e mina il principio stesso del confronto sindacale. Dopo mesi di trattative e promesse, l’azienda ha deciso di interrompere il dialogo con un’irresponsabilità assoluta, preferendo imporre sacrifici ai dipendenti invece di ricercare soluzioni condivise”.
Anche per il sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni la decisione dell’azienda di disdire il contratto aziendale è “una decisione che appare come una marcia indietro in un momento delicato, a pochi giorni dal tavolo già fissato al ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 13 febbraio. Auspico - afferma - che si possa riallacciare un dialogo costruttivo tra le parti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per il bene dei lavoratori e del territorio”.
Sara Martano

