Domenica 29 marzo 2026, ore 9:24

Lavoro

Distribuzione Organizzata, salta la trattativa: oggi sciopero

Salta la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata, scaduto nel 2019 e atteso da oltre 240mila lavoratrici e lavoratori dipendenti dalle imprese associate a Federdistribuzione. Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato oggi una giornata di sciopero nazionale, con l’astensione dal lavoro per l’intero turno, la realizzazione di flash mob nei pressi dei punti vendita delle imprese più rappresentative, nell’ambito di ciascuna provincia del Paese, nonché manifestazioni estemporanee a livello territoriale. 
L’associazione imprenditoriale, dopo una lunga e snervante trattativa no stop con i sindacati di categoria e a distanza di 51 mesi dalla sottoscrizione del primo e ultimo contratto di settore, non ha voluto sottoscrivere gli accordi contrattuali. Un atteggiamento che ha già arrecato danni considerevoli agli addetti del settore, come dimostrato dal precedente rinnovo del 19 dicembre 2018, avvenuto dopo ben 45 mesi di ritardo, comportando “una perdita secca per le lavoratrici e i lavoratori, nell’ordine di svariate migliaia di euro e in termini di minor massa salariale percepita nell’arco della vigenza contrattuale rispetto ai loro colleghi che, pur svolgendo ed operando nel medesimo ambito settoriale, si videro corrispondere trattamenti economici più significativi”, denunciano le organizzazioni sindacali in una nota unitaria.
Alla base della mobilitazione “l’irresponsabilità di Federdistribuzione - stigmatizzano le categorie - nel presentare “svariate richieste finalizzate a sabotare diritti e garanzie attualmente contenute nel contratto nazionale e che le lavoratrici ed i lavoratori della distribuzione commerciale hanno raggiunto a costo di sacrifici e di lotte nel corso degli ultimi decenni”. 
Nel dettaglio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs puntano il dito contro il tentativo di introdurre una flessibilità incontrollata e generalizzata con contratti a termine di durata indeterminata (oltre i 24 mesi); lo smembramento del sistema di classificazione del personale con l’attribuzione dell’addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita a mansioni inferiori quali il pulimento di aree di vendita e servizi (come illegittimamente fanno alcune aziende associate a Federdistribuzione); l’azzeramento di ogni dignità professionale con il sotto inquadramento di chi ha la responsabilità di interi format commerciali complessi; la creazione di una nuova mansione adibita alla movimentazione delle merci trascinandola verso il quinto livello e svuotando l’attuale previsione al quarto livello, al solo fine di far risparmiare le imprese sulla pelle dei lavoratori”. Inoltre non è stata data nessuna disponibilità alle richieste di parte sindacale di trattare il tema “Appalti e terziarizzazioni” e “franchising”. 
“Pretese irrealistiche” per i sindacati, “finalizzate unicamente a far naufragare una già complessa negoziazione”, a dimostrazione della “ritrosia patologica” di Federdistribuzione “a dare il giusto riconoscimento in termini economici ai dipendenti delle aziende sue associate”. “Lo schema negoziale che propone Federdistribuzione - prosegue la nota - ancora una volta è di mortificare il rinnovo in una logica di scambio tra una presunta disponibilità ad erogare il dovuto aumento salariale (mai esplicitata nel dettaglio nelle 17 ore di trattativa), in cambio di un peggioramento della parte normativa che prevedeva la precarizzazione dei lavoratori attraverso un sistema derogatorio della legge e proponendo l’umiliazione delle professionalità attraverso un abbassamento dei livelli di inquadramento”.
“L’associazione imprenditoriale - è il duro affondo di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - non paga di aver irresponsabilmente abbandonato per quasi un quinquennio un’intera categoria di lavoratori dipendenti alle prese con una dinamica inflazionistica che ha messo a dura prova la tenuta dei loro redditi”. 
“Per il tramite di una associazione che si mostra unicamente capace di assecondare acriticamente i più bassi istinti dei suoi rappresentanti - conclude la nota - le aziende della Distribuzione Moderna Organizzata stanno sferrando un attacco senza precedenti ai diritti di chi lavora nel settore, mortificandone le professionalità e disconoscendone il contributo operoso e continuo”.
Ce.Au.

( 29 marzo 2024 )

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