Venerdì 2 gennaio 2026, ore 20:53

Industria

Ex Ilva di Taranto: al via le proteste dei sindacati

La decisione di Acciaierie d’Italia di sospendere l’attività di 145 ditte dell’appalto si infligge come una spada di Damocle nella già difficile situazione della ex Ilva di Taranto. Una decisione inattesa che ha scatenato l’ira dei sindacati e delle istituzioni locali. Nella comunicazione alle ditte, Acciaierie d’Italia scrive: “che sopraggiunte superiori circostanze ci inducono a comunicarvi, con particolare rammarico, la necessità di sospendere le attività oggetto degli ordini, nella rispettiva interezza, prevedibilmente fino al 16 gennaio 2023, oppure fino all’anteriore data prevista dagli ordini quale termine di consegna”. La sospensione potrebbe essere riconducibile alla crisi di liquidità più volte esplicitata dall’Ad, Lucia Morselli, ma i sindacati sono convinti che l’azienda sia ricorsa al blocco delle imprese per esercitare pressioni sul Governo in relazione all’utilizzo del miliardo di euro affidato ad Invitalia, partner pubblico di ArcelorMittal nella compagine societaria, e inserito nel Dl Aiuti. 

Se Acciaierie d’Italia “e l’Ad Lucia Morselli - osservano il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D’Alò, e il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano - pensano di utilizzare questa situazione per premere sul governo e cercare di ottenere le risorse del miliardo di euro del Decreto Aiuti, hanno sbagliato i conti e vedranno l’opposizione del sindacato“. L'azienda “improvvisamente - sostengono Gianni Venturi, responsabile nazionale siderurgia per la Fiom Cgil, e Giuseppe Romano, segretario generale Fiom Cgil di Taranto - scopre di essere in difficoltà nonostante le rassicurazioni dell’Ad di Arcelor Mittal, di circa un mese fa, in cui ci comunicava che nonostante le piccole riduzioni della capacità produttiva dovute all’emergenza gas, lo stabilimento della ex Ilva di Taranto era molto forte, in ottima salute. È del tutto evidente che tale scelta, avvenuta con le solite modalità arroganti della multinazionale, è l’ennesima provocazione da parte dell’attuale management aziendale”. 

Intanto i  segretari generali di Fim, Fiom Uilm Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella hanno inviato una richiesta di incontro urgente al ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, al ministro per l’Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e all'Ad Invitalia, Bernardo Mattarella sulla questione ex Ilva. La richiesta per “affrontare la drammatica situazione produttiva ed occupazionale in cui versa la società Acciaierie d’Italia e per finalizzare l’azione di patrimonializzazione disposta con gli ultimi provvedimenti normativi del governo precedente”. Inoltre Benaglia, De Palma e Palombella scrivono come “siamo convinti che l’avvio della nuova fase di Governo debba vedere nel rilancio degli investimenti e delle produzioni, nel miglioramento delle prospettive occupazionali degli obiettivi prioritari ed imprescindibili, stante anche il ruolo di azionista che lo Stato ricopre in questa società”.

Sara Martano

( 14 novembre 2022 )

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