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Ambiente

Forestali Calabria: venerdì la mobilitazione

Primavera in Calabria è all’insegna di proteste nel settore della forestazione e di novità legislative nell’agricoltura. La mobilitazione organizzata da Fai Flai Uila è prevista per venerdìa Catanzaro, alla Cittadella regionale, è stata preceduta da vari incontri.
Pochi giorni fa  si è riunito presso il Grand Hotel President a Siderno (RC), l’attivo unitario sul settore forestale delle Federazioni territoriali Fai Cisl, Flai Cgil e Uil Uil della provincia di Reggio Calabria, alla presenza del segretario generale Uila Uil Reggio Calabria Antonio Merlino, del segretario generale Fai Cisl Reggio Calabria Antonino Zema e della segretaria generale Flai Cgil Calabria Caterina Vaiti. Sul tavolo questioni come il piano straordinario di prevenzione, di manutenzione del territorio e di difesa dell’equilibrio idrogeologico, il Servizio Antincendio Boschivo (Aib) e l’assunzione di nuova e qualificata manodopera forestale. 
Per i segretari generali Caterina Vaiti (Flai Cgil), Michele Sapia (Fai Cisl) e Pasquale Barbalaco (Uila Uil): “La fragilità della regione dal punto di vista idrogeologico, gli oltre 650 mila ettari di superficie boscata e il patrimonio paesaggistico, necessitano di investimenti e programmazione per la messa insicurezza delle comunità e del territorio”. Serve inoltre, in aggiunta ad un piano straordinario di rimboschimento e prevenzione del territorio “un immediato ricambio generazionale nel settore forestale calabrese, considerata la costante riduzione del personale e il progressivo invecchiamento della manodopera (poco più di 4.000 addetti)”.
Non è tutto. Le sigle sottolineano “il mancato recepimento del contratto integrativo regionale siglato nel 2019”, motivo per il quale l’attesa dell’adeguamento salariale dura da oltre un decennio “a causa di mancanza di risorse, per come sostenuto dalle varie Giunte regionali”. Il problema, tra l’altro, è stato considerato a livello internazionale. Vaiti, Sapia e Barbalaco, oltre a richiamare il Protocollo di Kyoto, ricordano che “gli orientamenti europei e nazionali con il Next Generation Eu e il Pnrr attribuiscono alle foreste un ruolo significativo nelle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici per la loro capacità di fissazione del carbonio e di produzione di energie alternative a quelle fossili”.
Ad aprile 2023             intanto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, definisce “un passo avanti essenziale” l’approvazione, con voto unanime, da parte del Consiglio regionale della proposta di legge sulle attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, presentata dallo stesso Gallo e dai consiglieri Katia Gentile, Francesco Afflitto, Pietro Molinaro.
In Calabria ci sono tre piante storiche: bergamotto (con 1.800 ettari di superficie coltivata, nella provincia di Reggio Calabria), liquirizia (1.000 ettari, tra Cosenza e Crotone) e cedro (100 ettari, nella fascia dell'alto Tirreno cosentino). Il resto delle produzioni officinali calabresi comprende l'origano (35 ettari), il goji (38 ettari), la lavanda (5 ettari) e poi ancora lo zafferano (3), la salvia (3,5) e - su superfici circoscritte - alloro, rosmarino e gelsomino. È diffusa la raccolta delle piante che crescono spontaneamente, come finocchio selvatico, ginestra, mirto, anice, elicriso e carciofo.
“La raccolta selvatica – spiega Gallo – non era controllata né disciplinata in alcun modo. Adesso arrivano precetti chiari, con specifiche sanzioni, con un unico scopo: conservare la biodiversità”. Servono inoltre un’adeguata formazione degli operatori del settore, l’introduzione di un contrassegno di origine e qualità, la creazione di un elenco dei raccoglitori autorizzati di piante officinali spontanee. 
Elisa Latella

( 10 maggio 2023 )

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