Un settore è in crescita esponenziale, un altro soffre la crisi dell’online. Sono il turismo e il commercio, due facce di quella che dovrebbe essere una stessa medaglia ma che in provincia di Messina diventa una complementare all’altra. È il turismo il comparto che trascina una forte economia, soprattutto nel comprensorio di Taormina dove, nel 2024, ha registrato 1.367.708 presenze turistiche. Le presenze straniere hanno raggiunto 1.209.815, segnando un incremento dello 0,7% rispetto all’anno precedente e costituendo l’88,5% del totale. Gli Stati Uniti hanno confermato la loro posizione di mercato principale, con 262.355 presenze, seguono il Regno Unito (186.639 presenze), l’Italia al terzo posto con 157.893 presenze.
La Sicilia ha registrato un incremento complessivo dell’11% nelle presenze turistiche rispetto all’anno precedente, con Taormina riconfermata come meta di riferimento nel panorama turistico regionale. Inoltre, nel 2024, l’imposta di soggiorno a Taormina ha raggiunto un incasso record di 4,692 milioni di euro, superando i 3,9 milioni del 2023 e i 2,8 milioni del 2022. Questo incremento è stato favorito dall’aumento delle tariffe dell’imposta, riviste e aumentate nel settembre 2023, con un incremento di 50 centesimi per le strutture a 4 stelle e un aumento della tariffa per l’extralberghiero da 1 a 3 euro. Per semplificare la gestione delle presenze turistiche e dell’imposta di soggiorno, il Comune di Taormina ha introdotto nel 2025 la piattaforma digitale PayTourist. Questa innovazione mira a rendere più efficace la registrazione delle presenze e la riscossione dell’imposta, assicurando un flusso di entrate più regolare per il finanziamento di servizi e infrastrutture pubbliche.
In sintesi, nonostante una leggera flessione nelle presenze rispetto al 2023, Taormina ha mantenuto un forte appeal turistico nel 2024, con incrementi nelle presenze straniere e un significativo aumento degli introiti derivanti dall’imposta di soggiorno. Per il 2025, si prospetta un incremento del turismo americano di lusso grazie al flusso "White Lotus".
“È un settore fondamentale per il dato occupazionale che porta con sé - ha sottolineato il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi - è un settore che va supportato, a cominciare dal commercio che deve fare i conti con le nuove modalità di acquisto ma che gioca una partita fondamentale attorno, anche, al turismo che deve essere integrato alla parte commerciale. Guardo ai prodotti dell’artigianato locale che grazie alle piattaforme digitali potrebbe trovare un volano. Ma attenzione anche al lavoro stagionale, al lavoro nero ed incontrollato che, però, può diventare anche occupazione stabile. Il turismo deve riguardare tutta la provincia, ci sono le potenzialità: le aree interne hanno i borghi, le zone turistiche costiere godono dell’affaccio a mare. C’è, insomma, se si fa sistema e si lavora in sinergia, la possibilità di allungare la stagionalità e non relegarla solo all’estate”.
Destagionalizzazione, quindi, è la parola chiave, soprattutto per dare forza al commercio. Dall’analisi dei dati del terzo trimestre 2024, elaborati dalla Camera di Commercio di Messina, mostrano una situazione critica: solo in città si sono registrate 132 chiusure di attività, mentre in tutta la provincia il saldo negativo è di 355 attività chiuse. Nonostante un lieve incremento degli occupati a Messina e in provincia, lo squilibrio tra nuove aperture e chiusure resta evidente e allarmante. A Messina, infatti, ci sono state 82 nuove iscrizioni a fronte di 214 cessazioni, mentre in provincia la situazione è simile con 219 aperture contro 576 chiusure. Questi numeri testimoniano un declino continuo che richiede interventi urgenti per arginare le perdite economiche e occupazionali.
Francesco Triolo

