Sabato 30 maggio 2026, ore 22:31

Banche

Popolare di Bari: dopo lo sciopero nessuna risposta

Un rilancio che non c’è, tagli agli stipendi che invece ci sono, una situazione di incertezza che non lascia tranquilli né lavoratori né sindacati. La Popolare di Bari, banca finita nelle braccia di Mediocredito Centrale a seguito della crisi del 2019, non ha ancora ritrovato la rotta. Così gli ultimi mesi sono stati scanditi da un continuo aumento delle turbolenze, culminato nello sciopero del 17 aprile scorso, il primo nella storia dell’istituto. Uno sciopero al quale, fanno sapere First Cisl, Fabi, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, sia i vertici di Popolare di Bari che quelli della controllante Mcc hanno fatto risposto con il silenzio. Risultato: la mobilitazione prosegue. Del resto, spiegano i sindacati, “abbiamo atteso le nuove nomine nella capogruppo, ma ancora oggi, irresponsabilmente, nessun incontro, né segnale concreto giunge dall’azienda”. La pazienza è finita. Anche perché il tempo passa e “non c’è ancora un’idea di banca, non si sta facendo nulla per costruire una banca che possa davvero riprendere in mano la propria sorte, che dovrebbe risolversi in un nuovo ruolo al servizio dell’economia e delle persone dei territori nei quali è presente, magari inserendosi nella gestione dell’enorme quantità di denaro che arriverà al sud dai fondi del Pnrr, a rimarcare la funzione sociale del credito e ricucendo i rapporti con le economie locali”. Prevale insomma la logica del giorno per giorno, della ricerca di un equilibrio che non tiene conto delle reali chance di sviluppo della banca. “Mettere a posto i conti è sicuramente doveroso, ma questo obiettivo - insistono i sindacati - non può essere raggiunto solo con la crescente ed insostenibile compressione dei costi del personale e puntando sul continuo rialzo dei tassi in un contesto aziendale, tra l’altro, in cui non mancano incoerenze, sperequazioni e discriminazione”. Che la strategia dei tagli non paghi lo dice anche il bilancio. A fine aprile l’assemblea dei soci ha approvato i conti del 2022, con una perdita di 45 milioni di euro,. Meglio dell’esercizio precedente, che si era chiuso con un rosso di 170 milioni, ma pur sempre preoccupante. I sindacati andranno avanti quindi con le loro iniziative, ma non perdono occasione anche per sottolineare l’esigenza di riannodare il filo del dialogo: “C’è bisogno tra le altre cose, che Banca Popolare Bari e la Capogruppo siedano davanti alle organizzazioni sindacali per un autentico dialogo sociale e rispettose relazioni industriali, capaci di produrre strumenti condivisi nell’interesse di tutti i soggetti interessati, in un confronto – concludono - che smetta di essere mera comunicazione di dati contabili, senza mai entrare negli aspetti organizzativi e nelle ricadute sul personale”.
Carlo D’Onofrio

( 16 maggio 2023 )

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