Venerdì 12 aprile 2024, ore 16:52

Lavoro

Porti: manca il rinnovo del contratto e non solo

I lavoratori portuali italiani entreranno in sciopero dal 3 al 5 aprile a causa stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto di settore scaduto lo scorso 31 dicembre. La protesta - ha dichiarato la Fit Cisl - si è resa necessaria perché da parte datoriale sono pervenute risposte insoddisfacenti sul versante salariale: le proposte della delegazione datoriale non corrispondono neppure alla metà di quanto richiesto dal sindacato per adeguare i salari, ormai martoriati, dagli effetti negativi delle politiche economiche degli ultimi due anni. Siamo su posizioni evidentemente distanti rispetto alle nostre istanze - sottolinea il sindacato - lontani dall’adeguamento delle retribuzioni alle attuali condizioni di vita dei lavoratori e alle loro esigenze. Un atteggiamento inaccettabile, quello registrato in fase di negoziazione - aggiunge la Fit - per un contesto lavorativo che richiede professionalità altamente specializzate e che si caratterizza per un tipo di attività lavorativa molto impegnativa e talvolta rischiosa. Il rinnovo contrattuale deve avere come priorità la promozione e il rafforzamento della cultura della sicurezza sul lavoro per bloccare la scia di sangue di morti e infortuni oltre che valorizzare il ruolo delle persone che operano nei porti garantendo alle stesse condizioni di vita dignitose attraverso la corresponsione di un salario adeguato - conclude - e un’organizzazione del lavoro che consenta sempre di più la conciliazione vita privata e familiare con vita lavorativa. Sulle tante tematiche relative al lavoro portuale, Conquiste ha rivolto alcune domande a Stefania Fabbri, della segreteria Fit Cisl Lazio settore porti, in merito alla situazione dello scalo di Civitavecchia.

Segretaria, qual è la situazione occupazionale nel porto di Civitavecchia la movimentazione delle persone e del traffico merci nel porto? In tutto il cluster portuale s contano circa 4.700 lavoratori. Il porto ha movimentato circa 5 milioni di tonnellate con 3 milioni e 300 mila crocieristi e quasi 4 milioni e oltre 1 milione e 600mila passeggeri ro/ro. In continua espansione anche il traffico legato all’automotive che ha visto una significativa ripresa proprio a partire dall’inizio dell’anno in corso, con i piazzali del principale scalo laziale che hanno iniziato a riempirsi dopo la crisi pandemica.

Come si colloca il porto di Civitavecchia rispetto agli altri porti italiani in termini di strutture di modernità di movimentazione?
Si può senz’altro definire un porto all'avanguardia con servizi efficienti ed efficaci che, inoltre, rivolve un occhio attento all'impatto ambientale. Civitavecchia, ha avviato quella che può essere considerata una vera e propria rivoluzione. Da qui al 2026 saranno, infatti, realizzati tutti quegli interventi strutturali necessari per dare ulteriore slancio al sistema portuale laziale. Abbiamo assegnato i lavori sia per l’apertura a sud che per il prolungamento dell'antemurale, stiamo per andare in gara con l'elettrificazione delle banchine, abbiamo quasi completato i lavori dell’ultimo miglio ferroviario e, cosa non da poco, abbiamo fatto partire il nuovo porto commerciale di Fiumicino: il primo che si costruisce da zero in Italia negli ultimi 30 anni. Abbiamo anche terminato i dragaggi a Gaeta, completato 80 mila metri quadrati di piazzali che stiamo per dare in concessione. Insomma, i tre scali si stanno trasformando, sempre con un'attenzione alla salvaguardia ambientale.

Ci può spiegare le ragioni dello sciopero di cinque giorni?
I novanta dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che lavorano al porto di Civitavecchia, hanno iniziato uno sciopero di cinque giorni contro l’annullamento unilaterale del contratto di secondo livello, deciso dal Comitato di gestione dello scalo laziale. Il contratto venne firmato dall’Autorità e dai sindacati confederali a dicembre del 2022.

Le condizioni che hanno portato allo sciopero da quanto tempo si protraggono?
Possiamo affermare che dalla sottoscrizione dell'accordo si secondo livello di dicembre 2022 non siamo mai stati tranquilli poiché è stata paventata la modifica di alcuni articoli, modifica che, unilateralmente, si è purtroppo concretizzata a febbraio.

Cosa chiedono i sindacati e i lavoratori alle autorità preposte e al governo?
Rispetto dell'accordo firmato nel dicembre 2022. La revoca del contratto, spiegano i sindacati, comporta una riduzione sostanziale delle retribuzioni perché modifica voci fisse dello stipendio che sono riconosciute unicamente per i dipendenti provenienti dalle ex Autorità portuali, ossia quelle precedenti alla riforma dei porti che ha portato alle Autorità di Sistema Portuale.

Finora avete ricevuto qualche risposta?
Oggi qualcosa si sta muovendo. Ministero e Assoporti hanno condiviso la nostra istanza a tutela non solo dei lavoratori dell'Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia ma di tutte le AdSP che potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni.

Segretaria, è doveroso chiudere con una riflessione sulla sicurezza dei lavoratori, portuali e non
L’ennesima morte sul lavoro, verificatasi solo pochi giorni fa nel porto di Napoli, dimostra ancora una volta come sia necessario che dalle tante parole e buoni propositi si passi rapidamente ad atti concreti. Un paese civile ed evoluto non può e non dovrà mai accettare tutti questi lutti.

Cecilia Augella

( 28 marzo 2024 )

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