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Porto di Cagliari, al via la cassa integrazione: poi il rilancio

Notizia positiva quella della cassa integrazione straordinaria per i 207 lavoratori del Porto Canale di Cagliari, perché serve a mantenerli all’interno del sistema produttivo. Da oggi però è necessario pensare al rilancio. Questo il commento di Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl, in merito all’incontro odierno al ministero del Lavoro con cui è stata approvata la misura della cigs.

"Abbiamo 12 mesi da oggi per dare un futuro a portuali di Cagliari - prosegue Pellecchia - i quali operano in una regione che ancora oggi paga la lunga crisi economica.

Registriamo positivamente l’impegno dei ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e dei Trasporti ad aprire quanto prima una serie di tavoli per il rilancio dello scalo.

Come sindacato questo obiettivo è perseguibile se si ricorre a determinate leve. In primo occorre varare finalmente la Zes

(Zona economica speciale) e far partire la Zona Franca interclusa, due status promessi da tempo e necessari per attrarre investimenti stranieri.

Chiediamo poi investimenti consistenti e mirati nelle infrastrutture: occorre rendere il porto adatto ad accogliere le grandi navi, in accordo con la tendenza mondiale al gigantismo navale, ed è necessario un retroporto più sviluppato, che grazie al transhipment possa contribuire allo sviluppo della logistica integrata, per rendere lo scalo più attraente e competitivo su scala mediterranea".

( 3 settembre 2019 )

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