Venerdì 12 aprile 2024, ore 17:48

Industria

Saras: una cessione nel segno della continuità

Una transizione soft e nel segno della continuità. E’ la rassicurazione fatta ai lavoratori e ai sindacati sul passaggio del 35% delle quote di Saras dalla famiglia Moratti a Vitol. Un faccia a faccia di un’ora che scrive la fine di un’epoca: dopo 62 anni i fondatori della raffineria tra le più grandi d’Europa lasciano alla multinazionale olandese, colosso dell’estrazione, lavorazione e commercializzazione del petrolio e dei suoi derivati. Una transizione che avrà tempi tecnici già definiti: tra golden power e la relativa autorizzazione per la cessione delle quote della società, l’ingresso della multinazionale dovrebbe esserci non prima di settembre.

“Lo strumento del golden power è sicuramente il più adatto a tutelare la sicurezza nazionale e quindi anche la sicurezza economica”ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ricordando che in settori strategici come quello energetico il golden power può essere utilizzato per porre prescrizioni “utili per esempio al mantenimento della produzione o dei livelli occupazionali”.

I rappresentanti sindacali che inizialmente avevano evidenziato le loro preoccupazioni per l’operazione, soprattutto in relazione alle passate esperienze che in Sardegna hanno visto impegnate nel settore industriale le multinazionali straniere, ora attendono la prova dei fatti ed esprimono un moderato ottimismo rispetto alle rassicurazioni avute, supportate anche dall’importanza che Vitol esprime nel mondo a livello industriale. “Chi lascia ci ha spiegato che questa operazione serve per continuare a dare nuove opportunità di crescita a questa azienda - ha affermato Marco Nappi segretario regionale della Femca Cisl - mentre chi subentra ha parlato, per quanto abbiamo sentito, di un ingresso in punta di piedi e un approccio funzionale alla produzione di Vitol”.

Un incontro cordiale “nel quale abbiamo salutato il presidente e abbiamo conosciuto la nuova azienda - osserva Stefano Fais, segretario organizzativo Filctem Cgil e rsu Saras - ci hanno detto che le cose non cambieranno tantissimo e noi siamo cautamente ottimisti ma attendiamo la prova dei fatti”. Per Carla Meloni, delegata per Saras dalla segreteria regionale Uiltec, la parola d’ordine è continuità: “È quello che ci hanno prospettato e noi saremo qui a continuare a vigilare che questo avvenga”.  Tra le rassicurazioni anche il fatto che la sede legale della Saras rimarrà a Milano e il cuore a Sarroch in Sardegna, con il management locale e un certo grado di autonomia integrata nel nuovo modello di business.

Da parte sua anche la Regione Sardegna  ha assicurato che  vigilerà affinché siano salvaguardati professionalità e posti di lavoro di uno dei siti produttivi più importanti dell’Isola: “In 62 anni di storia - si legge in una nota -  la Saras, con il gruppo Moratti, ha inciso profondamente sul tessuto economico e sociale del sud Sardegna. Oggi l’azienda, tra dipendenti, imprese d’appalto e indotto, conta oltre 8mila lavoratori che rappresentano un grande patrimonio di competenze e conoscenze tecniche. La Regione auspica, pertanto, che la cessione, non solo non abbia ripercussioni negative, ma possa rispondere alle nuove esigenze del settore energetico, interessato da profondi cambiamenti a livello mondiale, e che possa incidere positivamente sui costi per le famiglie, per le imprese e quindi sul lavoro. Sarà garantita la vigilanza, in primis con l’assessorato del Lavoro, per la tutela e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.
Sara Martano

( 15 febbraio 2024 )

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