Lunedì 15 aprile 2024, ore 13:35

Industria

Stellantis: cresce la produzione in tutti gli stabilimenti italiani

Torna a crescere dopo quattro anni la produzione di Stellantis in tutti gli stabilimenti italiani, grazie soprattutto al lancio dei nuovi modelli. Unica eccezione la Sevel di Atessa, che presenta volumi in calo del 22,3%. Tra auto e furgoni nel 2022 - secondo la Fim Cisl - sono state prodotte 685.753 unità, l’1,8% in più del 2021. Il segno resta, invece, negativo rispetto al 2019 con un calo del 16,3% (-8,7% le auto e -29,7% i veicoli commerciali), dovuto soprattutto alla mancanza dei microchip.

Secondo la Fim, la difficoltà nelle forniture di componenti, che continuerà anche nel 2023 provocando altri fermi produttivi, ha determinato lo scorso anno la perdita di circa 200mila vetture. “Dal 2017 si è perso un terzo della produzione, scesa da 1.035.454 a 685.753 unità. C’è ancora molto da lavorare. Perciò riteniamo importante che il ministro Urso convochi subito il tavolo ministeriale Stellantis - afferma il segretario nazionale  Fim, Ferdinando Uliano -. Dobbiamo verificare concretamente l’arrivo nel nostro Paese dei nuovi investimenti previsti dal piano Dare Fowards, necessari al lancio di nuove produzioni”. Uliano chiede al governo un piano per il settore auto perché “gli incentivi non bastano. Sono indispensabili per sostenere l’acquisto di veicoli con un costo superiore del 50%, ma non devono sottrarre risorse alla reindustrializzazione per evitare l’impatto negativo sull’occupazione. A rischio ci sono 75mila posti di lavoro”.

Per il sindacalista è altrettanto urgente che “il Governo affronti con determinazione il problema della difficoltà per il settore a reperire materie prime e semiconduttori e della conseguente necessità strategica di accorciare le catene di fornitura. Tema che il Governo dovrebbe porre con forza anche in ambito Europeo. La Fim  - sottolinea Uliano - ha più volte denunciato la gravità di questa situazione, la quale indebolendo uno dei settori industriali più rilevanti, colpisce pesantemente il reddito dei lavoratori e riduce il bacino occupazionale del paese, determinando ripercussioni estremamente negative anche sull’indotto”.

La crescita dei volumi nel 2022 è dovuta soprattutto all’entrata in produzione della Maserati Grecale e dell’Alfa Romeo Tonale che hanno dato una spinta alle produzioni di Cassino e di Pomigliano D’Arco. Nello stabilimento campano la conferma della Panda fino al 2026 e la salita produttiva delle nuove vetture può portare alla piena occupazione con l’azzeramento degli ammortizzatori sociali. Il Polo Produttivo di Torino ha mantenuto buoni livelli di produzione, in particolare grazie alla 500 Bev i cui volumi rappresenta l’82% del totale. L’aumento della produzione della piccola full electric ha compensato le perdite nei volumi delle Maserati la cui ripartenza è attesa con il lancio nei primi mesi del 2023 della nuova GranTurismo nelle due motorizzazioni Nettuno e Folgore, primo elettrico Bev della storia Maserati. Nel 2023 arriverà anche la nuova Maserati GranTurismo sempre nelle due motorizzazioni. In crescita anche le produzioni di Modena grazie alla Maserati MC20. Con 206mila veicoli commerciali leggeri la Sevel di Atessa è lo stabilimento con più volumi, ma è anche l’unico con un risultato negativo rispetto al 2021 (-22,3%).  Il 12 gennaio ripartirà anche la trattativa per il rinnovo del contratto specifico di lavoro, con l’obiettivo di chiudere tra la fine mese e l’inizio di febbraio.

Sara Martano

( 4 gennaio 2023 )

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