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Vertenze

Wartsila: lavoratori in sciopero contro la chiusura di Trieste

Sciopero di 8 ore oggi per i lavoratori dell’azienda Wärtsilä di Trieste dopo l’annuncio della multinazionale di voler chiudere il sito. Contemporaneamente anche negli altri siti italiani gli altri 200 dipendenti del gruppo finlandese hanno incrociato le braccia in segno di protesta e di solidarietà con i colleghi triestini.

“Tutti - afferma il segretario nazionale Fim Massimiliano Nobis - hanno condannato questa delocalizzazione a tradimento annunciata venti giorni fa dalla multinazionale finlandese: dal Ministro Giorgetti, al presidente della Regione Fedriga, alla Confindustria territoriale e dalla stessa Fincantieri che ha dichiarato di avere l’intenzione di interrompere collaborazioni strategiche con Wärtsilä”.

Nonostante la presa di posizione netta da parte di tutti i soggetti sociali e economici la direzione della multinazionale finlandese continua a mantenere la sua posizione di voler trasferire la produzione di Trieste in Finlandia e licenziare 451 lavoratori su un totale di 937 addetti. “Per noi questo è inaccettabile - sottolinea Nobis -. I 120 anni di storia industriale della produzione di Grandi Motori a Trieste deve poter trovare continuità. Attendiamo proposte e azioni concrete dalle istituzioni per contrastare questa decisione e per dare un futuro occupazionale e industriale ad un’intera comunità. I progetti e le risorse del Pnrr sulla trasformazione della mobilità della navalmeccanica devono sostenere e sviluppare questo distretto produttivo strategico per l’intero settore nazionale della cantieristica”.

Nel corso della manifestazione i sindacati di categoria Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno ribadito la necessità della cessazione immediata della procedura che lascia ancora circa 60 giorni all’azienda per presentare un piano di mitigazione. Per i sindacati ci sono le condizioni per continuare la produzione a Trieste ma ci vuole più tempo.

Per l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, intervenuta al presidio dei lavoratori “Wartsila è un attacco alla politica industriale del Paese, e dunque è una battaglia di politica industriale e sociale in un Paese che ha difficoltà a pensare al suo futuro. Sono figlia di un lavoratore di Grandi Motori - afferma - conosco bene la storia di questa azienda e so che cosa ha rappresentato per Trieste questa tradizione. In piazza non ci sono i 450 lavoratori della Wartsila, ma c’è una città, tutta una regione e l’Italia intera”.

Sara Martano

( 4 agosto 2022 )

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