Martedì 21 settembre 2021, ore 19:16

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Lavoro

Whirlpool, ultime speranze: oggi sciopero e manifestazione a Roma

Non sarà certo lo sciopero di oggi di otto ore, con manifestazione nazionale a Roma, degli operai di tutto il gruppo Whirlpool a mettere fine alla rabbia e alle proteste che sono proseguite per tutta la settimana per le strade di Napoli e presso le sedi delle istituzioni per chiedere che la multinazionale ritorni sui propri passi. Purtroppo l’azienda ha confermato i licenziamenti, anzi ha deciso anche di non utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione, nonostante la disponibilità data dal Mise e da Fim, Fiom, Uilm di aprire un tavolo di confronto per trovare una soluzione occupazionale ai 340 dipendenti di Napoli. Un comportamento di estrema irresponsabilità - affermano dal sindacato. "Il tavolo al Mise è necessario per dare seguito all’accordo del 2018-21 siglato nelle sedi ministeriali - ricorda Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl - Gran parte di quell’accordo è rimasto disatteso da Whirlpool, infatti nell’intesa non si parla di dismissione del sito di Napoli, anzi vi sono destinati 14 milioni di investimenti e un piano di reindustrializzazione per 250 lavoratori del sito di Carinaro, per quest’ultimo oggi, solo 75 lavoratori sono stati ricollocati, con la beffa di essere in cassa integrazione. Mentre negli altri quattro siti produttivi del Gruppo (5mila lavoratori in tutto) gli investimenti concordati non sono stati completati e nel sito di Fabriano, nelle Marche, registriamo un preoccupante depotenziamento dei reparti di qualità e ricerca e sviluppo. Il Mise rispetto a ciò non può essere un osservatore passivo - considera Nobis - deve farsi carico di questi gravi inadempimenti contrattuali e tracciare nuovi ipotesi occupazionali per recuperare queste mancanze. Le risorse previste dal Pnrr a sostegno delle ripresa industriale sono un’occasione unica per trovare parte della soluzione alla vertenza Whirlpool: chiediamo con forza la riapertura del tavolo ministeriale". "La vertenza Whirlpool di Napoli è importante per i lavoratori coinvolti ma simbolicamente essa rappresenta un termometro sociale di misurazione del tasso di coesione di tutta la Campania attorno ad un tema delicato come quello del lavoro, che non possiamo permetterci che ci sfugga di mano. Non può finire in questo modo, chiediamo al Presidente della Regione De Luca ed al Presidente del Consiglio Draghi con la loro autorevolezza di far fare un passo indietro e avere il tempo necessario utile ad una soluzione lavorativa che apra anche prospettive di rinascita del Paese che non possono essere soffocate con queste modalità", sostengono i leader Fim Campania e Napoli Raffaele Apetino e Biagio Trapani, che stanno portando avanti con i colleghi di Fiom e Uilm una trattativa tutta in salita. Per il sindacato queste settimane avrebbero permesso, in questa fase di forte ripresa economica e lavorativa, soprattutto nel mercato del bianco, e di utilizzo dei fondi derivanti dal Pnrr, di avere ulteriore tempo per ricercare una soluzione lavorativa e occupazionale. Soluzioni che occorre trovare al più presto anche per tanti altri lavoratori metalmeccanici come quelli del distretto industriale di Caserta dove nelle ultime settimane sono scattate centinaia di licenziamenti, oltre alla dismissione delle multinazionali come Whirlpool e Jabil. “Una bomba ad orologeria che la politica non può far finta di non vedere. Le proteste di questi giorni sono il risultato di una diffusa desertificazione industriale, specialmente nell’area casertana, in cui le politiche attive del lavoro vengono in realtà utilizzate come semplice forma di assistenzialismo. E’ arrivato però il momento di un drastico cambio di rotta - afferma Doriana Buonavita, numero uno della Cisl Campania - se fino ad ora nella nostra regione si è gestita l’emergenza in aree come Caserta, Torre Annunziata, Castellammare, fortemente depresse, utilizzando risorse che di fatto non potranno tradursi in vere opportunità lavorative, si tratta ora di costruire un progetto organico per l’industria che punti a proposte di qualità”. L’appello della Cisl della Campania è rivolto particolarmente non solo alla Regione, ma al Governo, ai comuni alle altre corpi intermedi per ragionare e muoversi in un’unica direzione, quella di di una progettualità che, mai come in questo momento, può contare su misure normative e finanziarie che possono agevolare, in maniera importante, gli investimenti e gli insediamenti produttivi. Risorse sulle quali il sindacato vigilerà affinché siano destinate esclusivamente a processi produttivi mirati e di qualità nell’interesse del bene comune.

Raffaella Cetta

( 21 luglio 2021 )

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