A 30 anni dal “Patto Ciampi” del 1993, l’accordo tra sindacati, imprenditori e governo che sanciva il criterio della concertazione tra le parti sociali e nuove linee della politica dei redditi, le parti sociali rilanciano la sfida della concertazione. L’accordo di allora venne siglato dopo due anni di conflitti tra sindacati e Confindustria, due anni di scontri seguiti alla decisione dell'associazione degli industriali di dare disdetta alla scala mobile, il meccanismo che adeguava automaticamente il salario all'inflazione. Il patto fissò nuove regole della contrattazione, definendo un modello contrattuale articolato su due livelli: il contratto nazionale e quello integrativo aziendale o territoriale.
L’anniversario viene celebrato al Cnel, con un convegno dal titolo “Dallo Statuto dei lavoratori allo statuto del lavoro”, che sancisce il passaggio formale di consegne tra il presidente uscente, Tiziano Treu, e Renato Brunetta. L’anniversario, ha sottolineato Treu, “si presta particolarmente a una riflessione”. “Il patto sociale di allora - ha spiegato Treu - è stato un momento eccezionale, alto, quasi un miracolo. La concertazione ha mostrato una capacità notevole di darsi regole fondamentali per contribuire a governare i problemi dell'Italia. È quasi una carta costituzionale delle relazioni industriali del Paese. Anche se in realtà si occupa anche di altri temi”. Molti di quei problemi, secondo l’ex ministro del Lavoro, “si ripresentano ora seppur in modo modificato” e richiedono “una capacità della concertazione almeno all'altezza della sfida attuale”.
In questi trent’anni, ha evidenziato il giudice costituzionale Giuliano Amato, che durante l'incontro ha tenuto una lectio magistralis, “sono tante, davvero, le cose che sono cambiate”. Uno dei temi odierni, per Amato, è l'individualizzazione nel mondo del lavoro, poiché “se la contrattazione diventa individuale, la parte debole diventa ancora più debole”.
Quanto al futuro del Cnel, Renato Brunetta ha fissato l’obiettivo di dare “piena attuazione al ruolo costituzionale” dell’ente, definendolo “un organo di fondamentale importanza per la democrazia”. “Valorizzeremo il ruolo di consulenza al Parlamento e al Governo - ha aggiunto l’ex ministro della Funzione Pubblica - attraverso il coinvolgimento delle forze sociali che sono la vera ossatura del Paese”.
Ilaria Storti

