Giovedì 28 maggio 2026, ore 0:53

Report Istat 

A marzo fatturato dell'industria +4,4% sull’ anno, servizi +4,6% 

A marzo l'Istat stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti rispetto a febbraio del 2,0% in valore e dello 0,7% in volume; per il fatturato dei servizi stima un aumento dell'1,3% in valore e dello 0,1% in volume. Su base annua e corretto per gli effetti di calendario, il fatturato dell'industria registra un aumento del 4,4% in valore e del 2,0% in volume; il fatturato dei servizi sale del 4,6% in valore e dell'1,6% in volume.I significativi incrementi in valore, commenta l'Istat, risultano determinati soprattutto dalla crescita dei prezzi. Nel primo trimestre dell'anno il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali e rispetto al trimestre precedente, aumenta in valore (+1,3%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello stesso arco temporale, per i servizi si rilevano incrementi dell'1,7% in valore e dello 0,1% in volume.

A marzo 2026, commenta l'Istat, sia il fatturato dell'industria in senso stretto sia quello dei servizi registrano, al netto dei fattori stagionali, significativi incrementi congiunturali in valore. Tale andamento risulta tuttavia determinato soprattutto dalla crescita dei prezzi: i volumi, infatti, restano sostanzialmente stagnanti nei servizi e vedono un modesto recupero nell'industria.

In ogni caso, "bene il rialzo. Il fatturato sale sia nel mercato interno che estero, sia in valore che in volume. Nessun dato, insomma, è in territorio negativo. Purtroppo, però, si tratta di valori superati, visto che manca ancora l'effetto Iran. Le bollette di luce e gas relative ai consumi di marzo arrivano solo a partire da metà aprile e l'inflazione di marzo era ancora contenuta. Insomma, il peggio deve ancora arrivare e più lo Stretto di Hormuz resterà chiuso e peggio sarà", ha affermato il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, commentando proprio i dati Istat.
Ma c’è anche un’altra questione a tenere banco: l'Italia è stata la principale beneficiaria del fondo di ripresa post-pandemia della Ue, ma l'economia del Paese rimane stagnante. Lo evidenzia il Financial Times parlando di un "fallimento» del Pnrr, il piano dell'Ue per dare una spinta decisiva all'economia italiana". Tra gli economisti intervistati dal quotidiano, figura anche l'ex presidente dell'Inps Tito Boeri, secondo il quale l'Italia non è riuscita a usare le somme ricevute per migliorare il suo potenziale di crescita e che questo, dato un debito già elevato, "rappresenta un grave problema". I risultati macroeconomici rimangono, nel migliore dei casi, deludenti, evidenzia il quotidiano finanziario: il Pil italiano è cresciuto dello 0,5% nel 2025, uno dei tassi più bassi d'Europa, e si prevede che rimanga invariato quest'anno e il prossimo. Il rapporto debito/Pil è salito da poco meno del 134% nel 2023 a oltre il 137% alla fine del 2025, e si prevede che salirà al 138,5% quest'anno.

Sinora l'Italia si è assicurata nove delle dieci tranche previste, per un totale di 166 miliardi di euro, che Tommaso Foti, ministro degli Affari europei, ha presentato come prova del fatto che Roma abbia "superato le debolezze strutturali che hanno frenato l'Italia per decenni". Tuttavia, secondo Eurostat, alla fine del 2025 l'Italia aveva speso solo il 57% dei fondi assegnati. Il Financial Times evidenzia tuttavia che, secondo molti economisti, senza il sostegno del Pnrr l'Italia sarebbe probabilmente entrata in recessione già lo scorso anno.

Rodolfo Ricci

( 27 maggio 2026 )

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