Rompere i tabù legati all’affettività dei senior per restituire alla longevità tutta la sua complessità e dignità: è con questo spirito che la Fnp Cisl, Federazione nazionale pensionati della Cisl, ha organizzato, insieme al suo Coordinamento nazionale Donne e politiche di genere, l’evento nazionale “La vita non va in pensione. E nemmeno l’intimità. Relazioni, affettività e benessere lungo tutto l’arco della vita”, che si è svolto ieri a Roma. Un incontro sulla salute emotiva, il benessere e i desideri dei senior nella società moderna, che ha visto un dialogo aperto e senza pregiudizi con la psicoterapeuta e sessuologa Margherita Forte e il sociologo Massimiliano Colombi. Un evento per esplorare il tema del benessere emotivo e relazionale nella terza età, proseguendo sulla scia della campagna di tesseramento 2026 della Federazione, la quale ha scelto di uscire dalla consuetudine per superare gli stereotipi e i luoghi comuni che dimenticano la terza età e raccontare, in modo nuovo, cosa significhi essere pensionati oggi: non più soggetti passivi o legati alla sola dimensione della fragilità ma risorse attive per le famiglie e la società. E lo ha fatto superando le barriere generazionali, con l’obiettivo di costruire uno spazio di ascolto e parola che contribuisca a scardinare tabù radicati e restituisca dignità all’intimità nella terza età, considerandola un pilastro essenziale per la salute mentale, emotiva e generale di ogni individuo. Il tutto partendo dal principio secondo il quale l'affetto, le emozioni e il desiderio di stare insieme non hanno età, anche se molte volte la vita affettiva degli adulti e degli anziani è circondata da silenzi e tabù, soprattutto riguardo l'intimità. E proprio di affettività ha parlato Liliana Chemotti, coordinatrice nazionale Donne e politiche di genere che ha aperto i lavori. “Non possiamo dire di mettere davvero la persona al centro se la pensiamo sistematicamente decurtata di parti importanti e vitali come l’affettività”, ha spiegato Chemotti. “Per molto tempo il pudore, l'imbarazzo e una cultura rigida ci hanno insegnato a considerare certi argomenti inappropriati, ancora di più in un ambito sindacale. Oggi vogliamo scardinare questo tabù. La nostra organizzazione rappresenta gli iscritti in una fase della vita sempre più lunga e attiva: ci occupiamo di pensioni, sanità e giustizia sociale, ma avvertiamo il bisogno di portare alla luce desideri reali, comuni e condivisi, come il bisogno di relazione e di vicinanza anche fisica”. Nel corso dell'evento è stata posta l'attenzione anche sulla trasformazione demografica in atto, sottolineando non si tratti di un'emergenza previdenziale o sanitaria, per la quale risulta fondamentale cambiare i linguaggi e le modalità di rappresentanza di una larga fetta di cittadini. A concludere i lavori Roberto Pezzani, segretario generale Fnp Cisl, che ha lanciato un forte monito contro i pregiudizi sulla vecchiaia. “Noi veniamo da una grande storia sindacale che ha costruito la propria identità sulla tutela. Difendere le pensioni, la salute e i diritti sociali resta e resterà sempre il cuore della nostra azione - ha dichiarato - ma una grande organizzazione deve saper guardare alla persona nella sua interezza. È da questa convinzione che nasce “La vita non va in pensione”. Vogliamo sfidare la società affinché cambi il modo di guardare all’invecchiamento. A forza di raccontare le persone anziane soltanto attraverso ciò che manca - ha aggiunto - rischiamo di costruire un’immagine dell’anziano solo come una somma di bisogni. Per questo, accanto alla doverosa domanda su ciò di cui gli anziani hanno bisogno, dobbiamo iniziare a chiederci cosa desiderino davvero dalla propria vita. C'è in gioco una forte idea di rappresentanza: la Fnp difende i diritti e, allo stesso tempo, rappresenta la vita delle persone anche dopo il lavoro, valorizzandone la libertà, l'autodeterminazione e la dignità fino all'ultimo giorno”.
Anna Taverniti

