Una scelta che “ha un doppio valore: il rispetto per i malati terminali in attesa e un bel segnale a livello nazionale, perché il Parlamento legiferi”. E' il commento del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, in riferimento all'approvazione della legge di iniziativa popolare sul fine vita che fa del Veneto la prima regione di centrodestra e la quarta in Italia ad aver dato il via libera dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Un primato che, per Zaia, risulta importante così quanto lo possa essere il fatto che, in un Paese democratico, sui temi etici l'unica soluzione sia affidarsi alla libertà di coscienza, creando una specie di no-fly zone: “se si adottasse questa modalità a livello nazionale - ha sottolineato Zaia - la legge passerebbe subito, e se si facesse con voto segreto, ancora più velocemente”, soprattutto dopo l'apertura da parte della Corte Costituzionale su un tema così delicato e cogente.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio regionale veneto con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari, definisce “procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”: una scelta personale e libera che, come ricordato dal presidente Zaia, “in verità in Italia esiste dal 2019 e che qualsiasi paziente terminale che ha le quattro caratteristiche - diagnosi infausta, mantenuto in vita da supporto vitali, grave sofferenza fisica e psichica, e libero e cosciente di scegliere - può chiedere alla sua Ulss di valutare”.
Una decisione, quella adottata dal Veneto che, per Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni, rappresenta “una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. L'approvazione della legge anche in Veneto conferma che 'Liberi Subito' è una proposta che non appartiene a un partito o a uno schieramento, proprio perché è fondata sulla Costituzione, ed è di fondamentale importanza per dare concreta attuazione al diritto all'aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto dalla Corte costituzionale grazie alle nostre azioni di disobbedienza civile”. Per Cappato e Gallo importante anche l'approvazione degli emendamenti che garantiscono tempi ragionevoli dell'intera procedura a tutela della dignità della persona, e in linea con i più recenti pronunciamenti costituzionali sulle leggi delle regioni Toscana e Sardegna. “Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle consigliere e ai consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge, pensata per evitare che persone affette da sofferenze insopportabili e irreversibili debbano restare ostaggio di veri e propri calvari burocratici e debbano attendere mesi o anni prima di ottenere una risposta. Mentre il Parlamento continua a non intervenire - concludono - il nostro traguardo rimane l'estensione della legge 'Liberi Subito' a ogni Regione italiana dove, pur essendo l'aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle pronunce della Consulta, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario”.
Soddisfazione per l'adozione del provvedimento anche da parte del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per il quale la discussione interna al Consiglio regionale veneto è stata proficua e capace di dimostrare “che un'aula consiliare sa assumersi delle responsabilità e lo sa fare tenendo conto delle sensibilità, in particolar modo su un tema “che ha a che fare con discussioni di carattere etico”.
Anna Taverniti

