A Roma, fino al 27 settembre, il MAXXI dedica un’esposizione ad Andrea Pazienza (nativo di San Benedetto del Tronto, nelle Marche, morì a Montepuciano nel 1988 a soli trentadue anni), tra i più geniali disegnatori e fumettisti italiani, nel settantesimo anniversario della nascita. Il titolo è il seguente: “Non sempre si muore”, da un’intervista rilasciata dall’autore poco prima della sua morte avvenuta nel 1988. La curatela della mostra è affidata a Oscar Glioti e Giulia Ferracci. Sono più di cinquecento le tavole originali dei personaggi più celebri come Zanardi, Pentothal e Pompeo, oltre ad un murale esposto per la prima volta. Il percorso di mostra segue, in ordine cronologico, gli anni della formazione fino alle ultime opere di Pazienza. Le tavole a fumetti si snodano in una sequenza di stanze che girano intorno a un nucleo animato da testi, illustrazioni e disegni pittorici. La mostra restituisce lo sguardo vivido con cui Pazienza ha attraversato il suo tempo, sottolineando il riconoscimento del fumetto d’autore come linguaggio artistico. “Prima si diceva che ero velocissimo. Poi che ero lentissimo. La verità è che sono semplicemente folle”, diceva l‘artista di sé. Fu determinante la sua formazione: nel 1974 si iscrisse al corso di laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (DAMS) presso l’Università di Bologna.
Visse gli anni della contestazione che fecero da sfondo al suo primo lavoro edito, il fumetto Le straordinarie avventure di Pentothal (Alter Alter, 1977). Nello stesso periodo frequentò artisti e scrittori (tra i quali Palandri, Tondelli e Alinovi). Va detto che la forza di Pazienza, dopo tanti anni, rimane quella della contaminazione, che va oltre la sua arte, al punto tale che possiamo affermare che l’autore aveva una sua poetica in movimento, un’espressività sempre in dialogo con altre discipline.
Pazienza fu testimone del suo tempo, lo raccontò e lo interpretò. Il suo fumetto è stato dunque un genere creativo in un contesto storico mediatico, correlato con la letteratura, con il giornalismo, la musica e la politica. E’ stato riferito, a giusta ragione, che Andrea Pazienza non conobbe il disincanto, ma immaginò e rincorse immagini. Nella mostra compare il grande murale realizzato alla Mostra d’Oltremare di Napoli durante la quarta Fiera del Fumetto del 1987.
L’opera, eseguita in appena tre ore, misura otto metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza e raffigura una “venatio”, scena di combattimento tra guerrieri e animali ambientata in un contesto di antichità classica.

