Lunedì 7 settembre 2026, ore 21:33

Terzo settore

Bellucci: nessun taglio alle risorse del 2026

I 10 milioni di euro destinati dall’atto di indirizzo alle progettualità del Terzo settore non sarebbero l’ammontare definitivo destinate agli enti del Terzo settore ma rappresenterebbero solamente le risorse attualmente disponibili: è quello si è affrettata a precisare il viceministro del Lavoro, Maria Teresa Bellucci, in riferimento alle cifre destinate al finanziamento dei progetti, emerse dall’atto di indirizzo del 2026, che ripartisce il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore, adottato dal ministero del Lavoro, che sembrava avesse ridotto da 14,3 a 8,4 milioni le risorse disponibili.
Rispetto allo scorso anno, il taglio annunciato avrebbe dimezzato le risorse a disposizione, scelta che Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo settore, aveva definito “grave e sbagliata, che colpisce associazioni e volontariato, senza confronto con il Consiglio nazionale, l’organismo di rappresentanza previsto dal Codice proprio per il confronto tra ministero ed enti del Terzo settore sulle politiche di settore”, con ricadute che, considerando il meccanismo di accesso ai fondi, sarebbero state importanti. I progetti di rilevanza nazionale, da realizzare in almeno 10 regioni, vengono infatti finanziati attraverso avvisi che prevedono contributi che possono coprire fino all’80% del costo complessivo se si tratta di progetti presentati da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, e che scende fino al 50% per quelli presentati dalle fondazioni del Terzo settore. Partendo dal principio che ogni progetto da realizzare può ricevere da 250mila a 500mila euro, gli 8,4 milioni di euro disponibili nel 2026 in base a quanto fatto circolare dal ministero del Lavoro, avrebbero permesso di finanziare al massimo tra 16 e 33 progetti nazionali multiregionali, mentre lo scorso anno, a fronte di circa 150 domande, ne era stati finanziati 57. Un'ipotesi che ha, evidentemente, suscitato le preoccupazioni del Terzo settore, sia per la dimensione, sia per l'impatto sociale che lo stesso è in grado di generare nel Paese. Preoccupazioni di fronte alle quali è arrivata la precisazione del viceministro Bellucci, secondo cui anche “nel 2025 l’atto di indirizzo prevedeva inizialmente 13,5 milioni di euro, mentre in fase di concessione siamo arrivati a finanziare 57 progetti a rilevanza nazionale per 27,2 milioni, più del doppio della somma inizialmente prevista. È il percorso che intendiamo perseguire anche quest’anno”. “La dotazione individuata per il 2026 - ha proseguito - risponde ai necessari principi di contabilità e tiene conto dei saldi relativi ai progetti nazionali avviati nelle annualità precedenti. Per questa ragione, considerare oggi i 10,5 milioni indicati nell’atto di indirizzo come l’ammontare definitivo delle risorse che saranno destinate al Terzo settore non restituisce correttamente il quadro”.
Bellucci ha, inoltre, sottolineato la svolta senza precedenti impressa dal governo Meloni alla valorizzazione del Terzo settore, riconoscendone il ruolo strategico nella costruzione di un welfare di comunità e promuovendo per la prima volta un piano d’azione nazionale sull’economia sociale, capace di affiancare all’intervento pubblico la straordinaria ricchezza degli enti del privato sociale. “Il Terzo settore - ha concluso il viceministro - è un alleato fondamentale delle Istituzioni nella capacità di rispondere ai bisogni delle persone e dei territori e il confronto con i suoi rappresentanti è prezioso e continuerà ad esserlo, nella comune consapevolezza che l’obiettivo che ci unisce è rafforzarne la capacità di essere ogni giorno al fianco delle persone più fragili e delle nostre comunità”.

Anna Taverniti

(Foto di Andrew Moca su Unsplash)

( 7 settembre 2026 )

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