Martedì 5 maggio 2026, ore 6:40

Welfare 

Caritas: casa e sanità tra i disagi più gravi 

Sempre più persone si rivolgono alla Caritas.L'aiuto raggiunge molte famiglie e, nel complesso, circa il 12% di quelle in povertà assoluta. Nel 2024 i Centri di Ascolto e servizi Caritas hanno accolto 277.775 persone, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari. Un numero in crescita del 3% rispetto al 2023 e del 62,6% rispetto a dieci anni fa (2014). Cala l'incidenza dei "nuovi ascolti" (37,7%, contro il 41% del 2023), mentre crescono le situazioni di povertà intermittente o di lunga durata. Allarmante è l'aumento dei casi di cronicità: oltre un assistito su quattro (26,7%) vive in una condizione di disagio stabile e prolungato.
Tra le persone che sono accolte e sostenute dalla Caritas, l'età media è oggi di 47,8 anni. Cresce la presenza degli anziani: se nel 2015 gli over 65 erano solo il 7,7%, oggi rappresentano il 14,3% (il 24,3% tra gli italiani). Restano strutturali le difficoltà delle famiglie con figli, che costituiscono il 63,4% degli assistiti. Prevale la fragilità occupazionale: il 47,9% è disoccupato, mentre il 23,5% ha un lavoro che non costituisce un fattore protettivo rispetto all'indigenza. Tra i 35-54enni la percentuale dei 'working poor' supera addirittura il 30%.
Il disagio abitativo e quello sanitario sono tra i disagi maggiormente sentiti dagli assistiti della Caritas. Tra le persone seguite dal circuito Caritas di fatto una su tre (il 33%) manifesta almeno una forma di disagio legata all'abitare. In particolare: il 22,7% vive una grave esclusione abitativa (persone senza casa, senza tetto, ospiti nei dormitori, in condizioni abitative insicure o inadeguate), il 10,3% presenta difficoltà legate alla gestione o al mantenimento di un alloggio (per lo più rispetto al pagamento di bollette o affitti). Il secondo focus è dedicato alle vulnerabilità sanitarie. In Italia circa 6 milioni di italiani (il 9,9% della popolazione) hanno rinunciato a prestazioni sanitarie essenziali per costi o attese eccessive. Tra le persone accompagnate dalla Caritas almeno il 15,7% manifesta vulnerabilità sanitarie, spesso legate a patologie gravi e alla mancanza di risposte da parte del sistema pubblico. Molti di loro fanno esplicita richiesta di farmaci, visite mediche o sussidi per prestazioni sanitarie; altri invece non formulano richieste specifiche, lasciando presumere che il fenomeno delle rinunce sia ampiamente sottostimato, soprattutto tra i più marginalizzati che spesso sfuggono ai circuiti statistici e sanitari formali. Caritas Italiana evidenzia che ”la povertà sanitaria si intreccia quasi sempre con altre forme di bisogno (nel 58,5% se ne cumulano 3 o più) in un circolo vizioso: casa, reddito, salute, istruzione e relazioni si condizionano a vicenda, rendendo difficile ogni percorso di uscita. Il profilo di chi ha bisogno si è dunque profondamente trasformato, riflettendo una povertà sempre più trasversale, complessa e spesso non intercettata o adeguatamente supportata dal welfare”.
Sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello: ”I dati ci aiutano a capire, ma non bastano da soli. Ci chiedono di andare oltre una lettura superficiale, oltre l'analisi sociologica. In gioco c'è la vita di chi resta ai margini ed è spesso invisibile. Tra le pieghe di una realtà segnata da contraddizioni e fragilità, si fa spazio un appello alla comunità tutta, interpellata in profondità nella sua vocazione alla corresponsabilità”.
Giampiero Guadagni

( 16 giugno 2025 )

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