Torna la volatilità sui prezzi di petrolio e gas con la guerra in Iran è entrata in una nuova fase in seguito agli attacchi mirati sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro i giacimenti di gas iraniani. Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 63 euro al megawattora con un rialzo del 16%. Sale anche il petrolio con il brent che ha toccato un massimo a 118 dollari per poi limare a 114 dollari (+6,5%). Il Governo prova ad intervenire. Una mossa anti-speculazione. E per contenere, con un taglio di 25 centesimi al litro, i costi saliti alle stelle dei rifornimenti dal benzinaio. Giorgia Meloni, a sorpresa, ha riunito il Consiglio dei ministri, quando già la aspettano a Bruxelles, per dare il via libera a un decreto legge che le opposizioni invocano dall'inizio della guerra, e che ora a tre giorni dal referendum ha, la critica immediata del Pd, un sapore tutto elettorale.
Il governo stanzia poco più di mezzo miliardo per fermare subito "gli aumenti ingiustificati e la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi", rivendica invece la premier, che la scorsa settimana in Parlamento aveva chiesto tempo per valutare bene come calibrare un intervento che è a tempo ma che l'esecutivo è pronto a prorogare se la crisi non dovesse rientrare. Il Consiglio dura appena mezz'ora. Per tutta la giornata tra Mef, Mase e Palazzi Chigi si studia come chiudere un pacchetto che la premier vuole approvare prima di affrontare sul ring europeo l'altra battaglia, quella sugli Ets che aggravano le imprese energivore. Meloni chiama Gilberto Pichetto e Giancarlo Giorgetti per fare un punto in mattinata, prima di andare insieme a loro e agli altri ministri alla consueta colazione con Sergio Mattarella al Quirinale che precede il vertice Ue.
In quella sede la premier avrebbe preannunciato al presidente della Repubblica l'intenzione di agire con un decreto legge - che dovrebbe andare subito in Gazzetta Ufficiale - . Subito dopo viene diramato l'alert a tutto l'esecutivo sul possibile Cdm serale. Che rimane al condizionale fino a un'ora prima della convocazione. Perché far tornare i conti e reperire i fondi (circola il target di un miliardo, alla fine è poco più della metà) non è semplice e pure perché le ipotesi sul tavolo sono diverse. In alcune bozze viene rispolverato il bonus carburanti, da abbinare ai beneficiari della social card. Ma Meloni vuole un intervento generalizzato, che non incida sulle sole fasce più deboli. Alla fine si va al taglio delle accise per 20 giorni (con conseguente calo dell'Iva) che si traduce nei 25 centesimi di meno alla pompa.
"Accogliamo positivamente il decreto sul costo dei carburanti varato dal Consiglio dei Ministri, che rappresenta un segnale importante per il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati e per il contenimento dei costi delle imprese. L’intervento sui prezzi al distributore, seppur temporaneo, va nella direzione corretta e risponde anche alle sollecitazioni avanzate dalla Cisl nei giorni scorsi nell’ambito della Commissione di Allerta Rapida sui prezzi". E’ quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
"È giusto intervenire nell’emergenza, ma non possiamo ignorare che si profila una traiettoria inflazionistica lunga e insidiosa. Il rischio è che gli aumenti energetici si trasferiscano lungo tutta la filiera, incidendo sul carrello della spesa, sui beni primari e sui consumi quotidiani delle famiglie. Per questo chiediamo che alle misure congiunturali si affianchino interventi strutturali e partecipati. Serve un monitoraggio stringente e sanzioni pesanti contro ogni forma di speculazione. Occorre calmierare le tariffe pubbliche e costruire meccanismi di riduzione delle accise, anche utilizzando le risorse derivanti dall’extra gettito Iva", aggiunge Fumarola.
"Allo stesso tempo è indispensabile una politica dei redditi espansiva: meno tasse su lavoro e pensioni, recuperando risorse da grandi rendite immobiliari e finanziarie. Bisogna difendere occupazione e produzione, sostenendo quelle imprese che non licenziano e dimostrano responsabilità sociale. Lo spettro che dobbiamo evitare è quello della stagflazione, cioè una fase in cui l’economia cresce poco o si ferma mentre i prezzi continuano a salire: una combinazione pericolosa che impoverisce famiglie e indebolisce il sistema produttivo. Per scongiurare questo scenario serve un grande patto tra Governo e parti sociali. E, in prospettiva, è fondamentale accelerare il percorso verso una piena autonomia energetica europea, aprendo anche un confronto serio sul nucleare di nuova generazione", conclude la leader Cisl.
Rodolfo Ricci
