Un grande patto sociale per Roma, per fare sistema e creare le sinergie necessarie affinché tutti possano avere le stesse opportunità, perché vivere in periferia non significa vivere in un luogo distante dal centro, ma farlo dove le opportunità sono negate: questo il tema che ha caratterizzato l'evento organizzato dalla Cisl Roma Capitale e Rieti dedicato alla presentazione della ricerca “Roma, mille identità, un'unica città”.
Lo studio, curato dal sociologo Giovanni Colussi e realizzato attraverso questionari e interviste che hanno coinvolto cittadine e cittadini nei presìdi Cisl di Centocelle, Torre Angela, Trullo, Corviale, Ottavia e Santa Maria della Pietà, ha analizzato le realtà diverse afferenti a queste 6 zone della capitale, restituendo una fotografia dei loro bisogni, delle disuguaglianze, delle fragilità, dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, ma anche delle energie e delle potenzialità presenti nei territori.
Ad aprire i lavori Rosita Pelecca, segretaria generale della Cisl Roma Capitale e Rieti, la quale ha sottolineato quanto sia doveroso fare un'alleanza affinché si possano traguardare degli obiettivi che diano risposte che le cittadine e i cittadini di Roma meritano. Per questo Pelecca ha annunciato di voler proporre "l'Agenda Cisl Roma 2036": una piattaforma che si pone come laboratorio permanente di elaborazione e confronto di idee per la città. “L'Agenda Cisl Roma 2036 - ha dichiarato Pelecca - sarà la nostra bussola anche in vista di un auspicabile Patto sociale per Roma, come progetto largo e condiviso per una crescita coesa e di lungo respiro, stretto con le forze attive della nostra città: sociali, politiche, culturali e intellettuali”.
Intenso il dibattito animato che ha visto la partecipazione di Massimiliano Valerii, direttore Censis; Don Antonio Coluccia; Marco Perissa, vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle Condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie; Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale; Francesca Leoncini, consigliera Assemblea Capitolina; Andrea Catarci, responsabile Partecipazione e Quartieri di Roma Capitale; Giancarlo Penza della Comunità di Sant'Egidio; Enrico Coppotelli, segretario generale CISL Lazio.
Un'assise che ha affrontato la condizione di una città cresciuta in modo esponenziale, mantenendo la relazione con i quartieri, che rimangono il perno della vita quotidiana, almeno per il 48,6% degli intervistati, nonostante la vita in città stia diventando sempre più costosa (per il 67,2%) e più stressante rispetto a 10 anni fa (per il 52,4%). La conciliazione tra vita e lavoro, quindi, continua a poggiarsi sulle reti familiari: il 23,2% indica nonni e parenti come principale sostegno, contro il 15,4% dei servizi educativi formali. Anche spostarsi dentro Roma si conferma sempre complicato, con il 38,8% degli intervistati che impiega tra 30 e 60 minuti per raggiungere il lavoro, e il 16,2% supera l'ora.
Tra le altre criticità i trasporti pubblici insufficienti (45,4%), il traffico e i tempi di spostamento (40,4%), prima ancora di degrado urbano (34,4%), sicurezza (29,6%) e costo dell'abitare (26%). Questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca Presìdi territoriali Cisl, ai quali si rivolge il 39,6% degli intervistati, che si confermano, in tal modo, un'importante infrastruttura sociale di prossimità con cui dialogare: interlocuzione da replicare anche nel rapporto con le Istituzioni, così come auspicato dalla segretaria generale Cisl, Daniela Fumarola, intervenuta all'iniziativa. “Roma è il Paese concentrato in una sola città e le potenzialità e le fragilità dell'Italia qui si vedono prima, e più forte, che altrove” ha detto Fumarola. “Le identità restano di quartiere, ma i problemi, dalla mobilità alla casa ai tempi di vita, riguardano l'intera città”.
Per la segretaria generale della Cisl, il Patto per Roma è un metodo che la Cisl di Roma Rieti propone alle Istituzioni perché bisogna mantenere il livello dei servizi uguale in tutto il territorio di Roma, della provincia di Roma e di Rieti. Guai a immaginare che ai Parioli ci siano dei servizi efficienti e appropriati, mentre in quartieri come San Basilio e tanti altri di Roma, i servizi non rispondano alle attese dei cittadini e delle cittadine. “Attraverso il confronto, invece - ha ribadito - si possono individuare le criticità e trovare le soluzioni insieme: auspichiamo che questo studio curato dalla Cisl di Roma e Rieti possa fare da apripista proprio per un confronto serrato su questi temi”.
"Non mancano le leggi, manca chi le porta fino alle persone” ha aggiunto la segretaria generale Cisl. “Il Giubileo lo ha dimostrato: Roma ha accolto oltre trentatrè milioni di pellegrini grazie a istituzioni e corpi intermedi che hanno lavorato insieme, e la spesa dei turisti stranieri nel Lazio è salita oltre i dieci miliardi. Dobbiamo trasformare quel metodo in un patto di crescita. E la stessa strada che serve al Paese, proprio mentre la campagna elettorale, da una parte e dall'altra, si polarizza e rischia di scivolare verso demagogie contrapposte. In questo clima è indispensabile promuovere un modello fondato sulla cooperazione, su una nuova corresponsabilità decidente verso obiettivi strategici comuni” ha sottolineato Fumarola che è tornata sul Libro Verde della Cisl. "Il nostro Libro lo mettiamo sul tavolo della politica e delle altre parti sociali, come proposta per questa campagna elettorale e per la legislatura che verrà. Si parte da una politica dei redditi espansiva, fondata sulla lotta alla speculazione e su un controllo vero dei prezzi. Poi una contrattazione sempre più vicina alla persona. E la partecipazione: dei lavoratori alla vita delle imprese, con la legge 76 finanziata in modo stabile, e dei cittadini alla vita delle loro comunità, con i tavoli di co-programmazione sociale e un fondo che attivi la ricchezza privata a sostegno dell'economia reale”, ha concluso Fumarola.
Anna Taverniti

