Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 3:19

Dilexi Te 

Contro la povertà sforzi insufficienti 

Papa Leone XIV ha firmato la sua prima esortazione apostolica, Dilexi te, testo in 121 punti che rilancia il magistero della Chiesa sui poveri. Un progetto, spiega Prevost, ricevuto in eredità da Papa Francesco. ”La condizione dei poveri - scrive il Pontefice - rappresenta un grido che nella storia dell'umanità interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa. Sul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza del Cristo. Allo stesso tempo, dovremmo parlare forse più correttamente dei numerosi volti dei poveri e della povertà, poiché si tratta di un fenomeno variegato; infatti, esistono molte forme di povertà: quella di chi non ha mezzi di sostentamento materiale, la povertà di chi è emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignità e alle proprie capacità, la povertà morale e spirituale, la povertà culturale, quella di chi si trova in una condizione di debolezza o fragilità personale o sociale, la povertà di chi non ha diritti, non ha spazio, non ha libertà. In questo senso, si può dire che l'impegno a favore dei poveri e per rimuovere le cause sociali e strutturali della povertà, pur essendo diventato importante negli ultimi decenni, rimane sempre insufficiente”.
Il Papa agostiniano con questo documento firmato il 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, si inserisce sul solco dei predecessori: Giovanni XXIII con l'appello ai Paesi ricchi nella Mater et Magistra a non rimanere indifferenti davanti ai Paesi oppressi da fame e miseria; Paolo VI, la Populorum progressio e l'intervento all'Onu ”come avvocato dei popoli poveri”; Giovanni Paolo II che consolidò dottrinalmente ”il rapporto preferenziale della Chiesa con i poveri”; Benedetto XVI e la Caritas in Veritate con la sua lettura ”più marcatamente politica” delle crisi del terzo millennio. Infine, Francesco che della cura ”per i poveri” e ”con i poveri” ha fatto uno dei capisaldi del pontificato.
Il Papa vede con favore il fatto che ”le Nazioni Unite abbiano posto la sconfitta della povertà come uno degli obiettivi del Millennio”. La strada tuttavia è lunga, soprattutto in un'epoca in cui imperversa la ”dittatura di un'economia che uccide”, in cui i guadagni di pochi ”crescono esponenzialmente” mentre quelli della maggioranza sono ”sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice” e in cui sono diffuse le ”ideologie che difendono l'autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria” . È segno, tutto questo, che ancora persiste ”a volte ben mascherata” una cultura dello scarto che ”tollera con indifferenza che milioni di persone muoiano di fame o sopravvivano in condizioni indegne dell'essere umano”.
Leone XIV dedica spazio anche al tema delle migrazioni. A corredo, l'immagine del piccolo Alan Kurdi, il bimbo siriano di 3 anni divenuto nel 2015 simbolo della crisi europea dei migranti con la foto del corpicino senza vita su una spiaggia. ”Purtroppo, a parte una qualche momentanea emozione, fatti simili stanno diventando sempre più irrilevanti come notizie marginali”, l'amara considerazione del Pontefice. ”La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti”.
Giampiero Guadagni

( 9 ottobre 2025 )

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