Promuovere il dialogo e il confronto tra le aziende private, le Istituzioni e la Pubblica amministrazione sulla necessità di accelerare, mediante impegni concreti e progetti cantierabili, il processo di transizione verso la mobilità sostenibile e gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni di Co2 previsti dall’Agenda 2030: questo, insieme ad altri temi, al centro della nuova edizione di Eco-Festival della Mobilità sostenibile e delle città intelligenti, apertosi oggi a Roma e in programma fino a domani. Una “due giorni” che si svolge nella Settimana Europea della Mobilità 2026 allo scopo di affrontare i cambiamenti che stanno interessando il modo di muoversi e di vivere le città, andando ad analizzare diversi temi: dall'educazione ambientale alla forestazione urbana; dalle iniziative efficaci nel contrasto al cambiamento climatico alla desertificazione commerciale dei centri urbani; dalla mobilità elettrica e automazione alla guida all'economia circolare, sicurezza e qualità della vita. L'edizione 2026 è stata aperta da Matteo Ricci, europarlamentare dem e vicepresidente della commissione Trasporti e turismo del Parlamento europeo, il quale, affrontando il tema della transizione della mobilità, ha sottolineato quanto questa si decida a Bruxelles ma si realizzi nelle città. “La partita vera è il bilancio europeo 2028-2034” ha detto Ricci. “La proposta della Commissione destina ai trasporti meno di 34 miliardi in sette anni, una cifra irrisoria come quella prevista per l'alta velocità (81 miliardi contro i 500 che servirebbero). Serve, poi, che Comuni possano accedere direttamente alle risorse, senza filiere”. Per l'eurodeputato dem, la mobilità sostenibile è un elemento di giustizia sociale e, in tal senso, va garantita. “In Europa - ha aggiunto - lavoriamo per rafforzare i diritti dei passeggeri e affinché si continui a finanziare le infrastrutture dei territori. In Italia tutto ciò, però, passa come una spesa da comprimere, non come un investimento decisivo”. Secondo Ricci il futuro degli spostamenti in città è l’intermodalità: “un sistema che unisce più mezzi tra metropolitana, bicicletta, autobus, macchina, magari in sharing”. Un cambiamento che, secondo il vicepresidente della commissione Trasporti e turismo del Parlamento europeo necessario per contrastare il cambiamento climatico. “Essere città intelligenti – ha affermato Ricci - non significa soltanto avere sensori e app, ma avere luoghi pieni di ombra. Gli alberi faranno la differenza”, con “città spugna”, costruite dal punto di vista urbanistico e dei servizi in modo tale che possa essere recuperata, il più possibile, l’acqua che cade. È questo, secondo Ricci, un modo intelligente di pensare le città: non soltanto tecnologia, quindi, ma anche “applicare nei centri urbani le esigenze di questa era storica che purtroppo ci vede dentro un cambiamento climatico molto più veloce di quello che ci si immaginava”. E proprio a dare il quadro riguardante la mobilità sostenibile, anche per il futuro, sono arrivate le anticipazioni dell'Osservatorio Audimob di Isfort “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, presentate proprio nella prima giornata dell'EcoFestival, basate su un'indagine campionaria annuale sulla mobilità della popolazione italiana residente tra 14 e 84 anni, fatta attraverso interviste telefoniche e via computer. Uno studio che, nel 2025, ha intervistato complessivamente 16.557 individui, prendendo in considerazione l'Indice di mobilità sostenibile (Ims), elaborato proprio da Isfort sulla base della quota di spostamenti effettuati a piedi, attraverso la micromobilità e con il trasporto pubblico. Dall'indagine è emerso un valore pari al 34% nel 2025, sostanzialmente uguale a quello registrato nel 2000, evidenziando come in 25 anni il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non abbia compiuto significativi passi avanti. Dall'analisi realizzata emerge come l'automobile continui a rappresentarne oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico è fermo sotto il 10%. In particolare, nel Sud Italia nel 2025 il 65% degli spostamenti è avvenuto proprio in automobile: una percentuale che, nei piccoli comuni in tutta la Penisola, è arrivata a sfiorare il 75%. Altro elemento riguardante gli spostamenti è quello che rigurda la loro struttura: analizzando lo studio, infatti, emerge che oltre l'80% dei viaggi avviene entro un raggio di 10 chilometri e l'85% dura meno di 30 minuti. Nel corso del 2025, inoltre, è stata utilizzata l'automobile anche solo per coprire un percorso di 2 chilometri, almeno per il 27,3% degli spostamenti. Dati non troppo promettenti, anche se c'è una certa propensione al cambiamento: in base allo studio, infatti, il 23,8% degli italiani ha dichiarato di voler diminuire l'uso dell'auto, contro il 12,9% che vorrebbe aumentarlo. Numeri positivi anche per ciò che riguarda il trasporto pubblico, per il quale il 36,3% vorrebbe aumentarne l'utilizzo, a fronte del 9% che, al contrario, lo vorrebbe ridurre, mentre il 38,2% vorrebbe muoversi di più con la bicicletta.
Anna Taverniti

