Sabato 29 novembre 2025, ore 14:39

Stati Generali 

Denatalità, Mattarella: sostegno alle famiglie dovere costituzionale 

Quello della natalità ”è un tema vitale per il nostro Paese e per l'intero continente europeo”". Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella, parlando agli Stati generali della natalità a Roma. Citando le parole di papa Francesco il capo dello Stato ha aggiunto: ”La natalità è l'indicatore principale per misurare la speranza di un popolo, parole che devono far riflettere”. Quanto ai provvedimenti da adottare per contrastare il declino demografico ”il dibattito appartiene interamente al discorso pubblico”. Per spiegare il concetto Mattarella ha voluto rileggere ai tanti giovani presenti all'Auditorium della Conciliazione l'articolo 31 della Costituzione che lo mette nero su bianco. ”La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”. Il ruolo delle pubbliche istituzioni ”non è' affatto indifferente, così come non lo è la vitalità del tessuto economico: condizioni adeguate di retribuzione e sviluppo dei servizi sociali orizzonti di vita nei quali è possibile orientare le proprie scelte verso la gioia di avere figli e non verso la rinuncia”. E proprio a proposito dei giovani ”in una società centrata sulla velocità e sul tempo reale sono costretti ad essere in costante ritardo, ma non è loro responsabilità, il ritardo nel trovare un lavoro stabile, una casa, mettere su famiglia, il ritardo anche nel fare figli. Parliamo delle difficoltà derivanti dalla precarietà e dai bassi redditi, dalle carenze dei servizi che rendono difficile conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia. E' la società nel suo insieme che deve creare un ambiente favorevole per poter generare dei figli”, ha aggiunto il capo dello Stato.
Il calo demografico in Italia ”inciderà sulla sostenibilità dei conti pubblici oltre che sulla coesione intergenerazionale”. Osserva ancora Mattarella: ”La nostra società invecchia, va letto come un successo il fatto che aumentano i tempi della vita, ma al tempo stesso non si rigenera o lo fa soltanto parzialmente. I giovani sono pochi, come mai avvenuto nella storia passata, salvo forse soltanto dopo guerre devastanti”. C’è poi una situazione davvero contraddittoria e sulla quale riflettere: ”Laddove i consumi privati sono più alti, si riscontra minore generatività. Una constatazione che induce a riflettere sui valori che possono caratterizzare i vari umani consorzi alle diverse longitudini”. Non è invece in contraddizione ”affrontare il tema della natalità nel nostro Paese con l'integrazione dei migranti e delle loro famiglie che contribuiscono al benessere della nostra comunità”. Il decremento delle nascite, conclude Mattarella, ”incrocia la questione dei territori e sono le aree interne, soprattutto nel Sud e nelle Isole, a subire gli effetti del declino demografico: tra il 2014 e il 2024, Istat segnala che la popolazione dei Comuni periferici è diminuita di oltre il 6% e quella dei Comuni ultra periferici, di quasi l'8%”.
Dal palco degli Stati Generali è stata rilanciata l'Agenzia per la Natalità. Iniziativa, spiega il presidente della Fondazione per la Natalità De Palo, ”pensata per costruire un luogo di confronto, studio e collaborazione tra istituzioni e società civile, capace di affrontare una delle emergenze più profonde del Paese: il crollo demografico”. È un passo che nasce ”coinvolgendo imprese, associazioni, demografi, mondo accademico e della cultura, perché questa non è una battaglia ideologica, ma la grande sfida nazionale”. Nel 2024 il saldo tra nuovi nati e decessi è stato negativo di 281mila persone. Inoltre, il numero medio di figli per donna in Italia ha raggiunto il minimo storico: 1,13 nei primi sette mesi del 2025. Erano 1,18 nel 2024 e 1,2 nel 2023. Per De Palo ”le politiche attuali, spesso basate sull'Isee, non riescono a cogliere che la reale situazione economica delle giovani coppie è complessa e appena cambia qualcosa cambia l'equilibrio di queste coppie. Questa asimmetria genera sfiducia, scoraggia chi desidera un figlio e fa percepire lo Stato come distante”. La denatalità ”non erode solo l'economia: erode il patto generazionale su cui si fonda la Repubblica, indebolisce la capacità di innovazione, toglie spinta propulsiva al Paese”.
Commenta la segretaria generale della Cisl Fumarola: ”Le parole del Presidente Mattarella sono un monito per tutti i decisori pubblici: la natalità non è un fatto privato, ma un indicatore del benessere collettivo. Occorre una grande alleanza per affrontare questo declino favorendo tutte le condizioni a sostegno della scelta di fare figli, a partire da un'occupazione stabile, sicura e di qualità, una retribuzione dignitosa, il rispetto dei contratti, servizi capillari ed efficienti per la famiglia, adeguate politiche sociali”. Aggiunge Fumarola: “La battaglia, anche culturale, per una equa ripartizione di genere degli oneri familiari è una delle più importanti che dobbiamo combattere per evitare l'esodo femminile dal mercato del lavoro dopo la nascita di un figlio. Ogni misura che favorisce la conciliazione vita-lavoro, l'accesso alla casa, i servizi per l'infanzia, la parità di genere, è un investimento sul futuro del Paese. Bisogna lavorare insieme, stabilendo obiettivi comuni, senza politicizzare questo tema fondamentale”.
Giampiero Guadagni

( 27 novembre 2025 )

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