Domenica 26 luglio 2026, ore 16:01

Economia 

Energia, il terziario rischia rincari di 150 milioni al mese 

Ormai è diventata quasi una certezza. Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, con pesanti ricadute sulle imprese del terziario di mercato. Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell'anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro al mese. Così Confcommercio in una nota sull'impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato.

A pesare - prosegue la nota - oltre alle tensioni sui mercati internazionali, è anche l'aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpisce in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione. E rimane elevato anche il divario tra il prezzo dell'elettricità e quello del gas, confermando le criticità dell'attuale sistema di formazione del prezzo dell'energia. È quindi urgente intervenire per disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività. A queste criticità si aggiungono i rincari dei carburanti, in particolare del gasolio, che gravano direttamente sull'autotrasporto e, di riflesso, sull'intera filiera della distribuzione.

Il settore continua, infatti, a dipendere quasi esclusivamente dai carburanti tradizionali: nel 2025 in Italia sono stati consumati circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione. In questo contesto, e con la crisi che si sta estendendo anche al Mar Rosso, va garantito l'approvvigionamento dei prodotti energetici e va evitato l'aumento dei prezzi che, come nel caso del gasolio, già registrano rialzi che nei prossimi giorni rischiano di tornare ai picchi di marzo.

Confcommercio - conclude la nota - chiede pertanto al governo misure urgenti per scongiurare nuovi fenomeni speculativi sui mercati dei prodotti energetici ed evitare che le imprese del settore debbano affrontare ulteriori aumenti dei costi, incrementati negli ultimi mesi di circa il 30%.

Ma a sottolineare la situazione economica allarmante è anche il Centro Studi di Confindustria. "La flessione dell'inflazione a giugno (+3,0%) non deve illudere: da sempre è un fenomeno 'vischioso', la moderazione non sarà istantanea: nel 2023 l'inflazione italiana ha impiegato 12 mesi a scendere da +12,0% a +1,0%. Inoltre, anche con un'inflazione transitoria, il gradino nel livello dei prezzi resta ed esercita effetti di segno negativo sul Pil". Guardando poi alle "decisioni prudenti" della Bce sui tassi, l'analisi sottolinea che, anche se ci si limitasse a uno/due rialzi dei tassi nel 2026, questi contribuiranno a frenare consumi e investimenti attraverso il canale del credito bancario. "E ciò si somma all'effetto restrittivo già dovuto ai prezzi più alti". Anche calcolando le attese di aumenti dei prezzi secondo i consumatori italiani si registra un picco in aprile, poco inferiore a quello del 2022, e poi una parziale moderazione a maggio-giugno (dati Commissione Ue).

"Ciò è stato sufficiente a erodere la fiducia complessiva delle famiglie, che proprio in aprile è scesa ai minimi, restando poi molto bassa: c'è infatti una correlazione negativa molto forte tra la componente 'prezzì e la fiducia totale, soprattutto in corrispondenza dei picchi/minimi", si osserva nell'analisi. Peraltro inizia male il terzo trimestre. La guerra in Iran è riesplosa a luglio e l'incertezza sui prossimi sviluppi è massima: ne ha risentito subito il prezzo del petrolio. Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo. "L'inflazione resterà alta per un pò - si spiega - e il canale del credito si sta irrigidendo. L'industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapido recupero del turismo estero, ma non crescono".

Rodolfo Ricci

( 24 luglio 2026 )

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