Giovedì 1 ottobre 2026, ore 0:02

Report Istat 

Fatturato industriale +1,7% a luglio ma volumi giù nel trimestre 

A luglio 2026 il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, sale dell'1,7% in valore e dello 0,6% in volume su base congiunturale, secondo i dati diffusi dall'Istat. Il mercato interno cresce dell'1,3% in valore (-0,4% in volume), quello estero del 2,3% (+2,5% in volume). Per i servizi si registrano aumenti dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, con il commercio all'ingrosso in calo (-0,1% in valore, -0,8% in volume) compensato dagli altri servizi (+0,5% in valore, +0,3% in volume). Tra i raggruppamenti industriali, spicca il balzo dell'energia (+6,7%), seguita da beni strumentali (+2,4%), beni di consumo (+0,8%) e beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre maggio-luglio, il fatturato industriale cresce in valore (+1,0%) ma cala in volume (-0,7%); i servizi salgono dello 0,6% in valore e dello 0,1% in volume.

Su base annua, corretto per gli effetti di calendario, il fatturato industriale sale del 4,8% in valore ma cala dello 0,6% in volume: il mercato interno cresce del 3,8% in valore (-2,0% in volume), quello estero del 6,7% in valore (+1,9% in volume). I servizi crescono del 3,1% in valore e dello 0,1% in volume, con il commercio all'ingrosso a +3,7% in valore ma -0,6% in volume. Su base annua l'energia registra un incremento marcato del 26,9%, seguita da beni intermedi (+5,9%) e strumentali (+4,0%), mentre i beni di consumo restano stazionari.

Ma c’è un altro dato che fa una quadro del momento economico in cui viviamo: i prezzi alla produzione del settore di attività economia coke e prodotti petroliferi raffinati ad agosto risultano cresciuti dell'8,9% su luglio e del 67,7% su agosto 2025. Nel mese fra le attività manifatturiere, gli incrementi tendenziali maggiori "riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+72,6% mercato interno, +10,6% area euro, +49,2% area non euro)". Se si guarda al raggruppamento principale per industria l'energia ad agosto segna un aumento del 7,6% su base mensile e del 34,5% su base annua.

"Le indicazioni più recenti sul terzo trimestre restituiscono un quadro congiunturale connotato da segnali eterogenei ma coerenti con una lieve espansione del Pil", si legge nel programma trimestrale di emissione del Mef, secondo cui "i dati qualitativi colgono un indebolimento delle condizioni di fiducia nella manifattura e nelle costruzioni, cui si contrappongono il recupero della produzione industriale e la maggiore tenuta dei servizi". Il documento nota come lo 0,2% di crescita del secondo trimestre 2026 porta la crescita acquisita per l'anno in corso allo 0,8%, avvalorando la natura prudenziale della previsione ufficiale per il 2026 contenuta nel Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 (0,6%), che potrebbe essere verosimilmente superata qualora la crescita della seconda parte dell'anno confermasse il profilo trimestrale sotteso al Dfp 2026.
Altro dato: la crescita del Pil in Italia nel 1996-2025 in media è più bassa di quella Ue, ma il differenziale non dipende dalle politiche di bilancio.

Questa precisazione arriva dai rappresentanti dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) in audizione alla commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia. "Se allineassimo l'avanzo primario agli standard europei avremmo un divario di crescita inferiore ma cmunque resterebbe negativo e ci saremmo trovati con maggiore debito pubblico. Quindi non è soltanto una questione di mera spesa pubblica, non basta spendere e fare politiche di spesa ma c'è un tema strutturale"ha affermato il direttore del servizio analisi macroeconomica, Libero Monteforte. Nella sua analisi l'Upb ha rilevato "come lo sviluppo dell'economia italiana negli ultimi tre decenni sia stato trainato dai servizi, in particolare modo quelli connessi con l'informatica, mentre la produttività oraria è aumentata soprattutto nei comparti del manifatturiero più innovativi e ad alto contenuto tecnologico", si legge una nota.

Rodolfo Ricci

( 29 settembre 2026 )

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