Mercoledì 22 luglio 2026, ore 22:33

Economia 

Fitto: impossibili proroghe del Pnrr, ma i suoi effetti oltre agosto 

"Non possono esserci proroghe del Pnrr: una proroga significa l'avvio di una procedura che coinvolgerebbe tutti gli Stati membri all'unanimità, il Consiglio, i parlamenti nazionali in alcuni casi, quindi un esercizio che sinceramente andrebbe molto oltre la scadenza. Quindi, no, non è possibile farlo". Questa è la linea di Bruxelles ribadita a Catania da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, intervenendo in videocollegamento all'evento di Ecr party dedicato al Mediterraneo. "L'esperienza italiana - ha poi aggiunto - è tra le migliori in assoluto a livello europeo".

Fitto ha ricordato che ci sono state le revisioni, che all'inizio "quando ero ministro, sembravano impossibili": in questo l'iniziativa italiana è stata decisiva, oggi siamo alla settima revisione, e ha risolto molte delle questioni aperte, consentendoci di raggiungere il risultato. Di fatto, ha aggiunto, "non è vero che il Pnrr terminerà nei suoi effetti" ad agosto, perché abbiamo diversi obiettivi, che saranno raggiunti con la logica delle performance, "senza la necessità di spendere i fondi al 100%, quindi si continuerà nei mesi successivi". "Poi abbiamo gli strumenti finanziari - ha proseguito il commissario - strumento molto utile, che sostanzialmente porterà ad individuare il beneficiario finale entro agosto", ma poi c'è la possibilità di poter estendere nei mesi e gli anni successivi la spesa.

L'Italia, ha concluso, su questi strumenti ha una cifra che con l'ultima revisione si potrà attestare più o meno intorno ai 25 miliardi. Parliamo di risorse notevoli e importanti Ma unire le forze significa anche affrontare il dopo Pnrr. "Attraverso il Pnrr abbiamo avuto a disposizione risorse importanti che sono state utilizzate. Dobbiamo continuare a monitorare la spesa perché possiamo consegnare al futuro un Paese migliore", ha ricordato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. "Il Pnrr ricordo che è nato dopo il Covid - ha infine aggiunto - e dobbiamo recuperare quelle problematiche che ci ha lasciato il Covid ma dobbiamo altresì evitare di zavorrare il futuro dei giovani, perché una parte di quelle risorse vanno restituite".

Poi Raffaele Fitto ha parlato della riforma degli Ets. "Bisogna considerare che fino a qualche mese fa era assolutamente impensabile solo ipotizzare di modificare o di rivedere un sistema che molti ritenevano perfettamente funzionante": ora la proposta della Commissione di riforma degli Ets rappresenta l'avvio del percorso, perché, "come sapete adesso, il discorso proseguirà col Parlamento e con il Consiglio". Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha sottolineato che c'è chiaramente ancora da lavorare, ma che la Commissione ha compiuto un passo avanti molto importante.

"L'elemento fondamentale è che l'approccio è cambiato, che per la prima volta si è aperta una discussione, un confronto e si è messa in campo la revisione che sembrava impossibile fino a poco tempo fa". Oggi è stata riaperta la questione, se ne è discusso per molti mesi, riconoscendo alcuni aspetti che hanno funzionato, ma anche aprendo delle modifiche sostanziali su quello che in questi anni ha maggiormente messo in difficoltà l'industria europea creando possibili svantaggi di competitività. L'industria, ha osservato, "ha riconosciuto gli sforzi compiuti, li ha magari ritenuti in molti casi non sufficienti, però ha anche riconosciuto il cambio d'approccio". Ci sono state reazioni profondamente differenti: c'è chi critica totalmente lo strumento, c'è chi dice che si poteva fare molto di più, c'è chi dice che quello che è stato fatto è gravissimo in base a quello che c'era, quindi insomma le opinioni sono tantissime.

"È chiaro che sono legittime le richieste - ha concluso Fitto -, però mi sembra che ci sia un percorso avviato molto importante che non è assolutamente scontato". Infine la questione del debito comune. Premettendo che si tratta di una valutazione personale e non della posizione della Commissione, "se la domanda a me è se sarebbe auspicabile avere uno strumento di debito comune che possa proseguire l'esperienza del Pnrr soprattutto in alcuni ambiti, penso alla difesa, all'energia, cioè a quegli ambiti che possono rappresentare una visione comune e l'elemento di rafforzamento dell'autonomia strategica a livello europeo, la mia risposta sarebbe sì, sarebbe auspicabile".

Però è chiaro che questo rientra nella dimensione delle scelte da parte degli Stati membri ed è importante sottolineare il fatto che Paesi come la Germania hanno compiuto delle scelte diverse in questa fase, mettendo in campo strumenti di debito nazionale. "Chiaramente le due cose non stanno insieme, vedremo, sarà una discussione che sarà portata avanti soprattutto in Consiglio".

Rodolfo Ricci

( 21 luglio 2026 )

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