Giovedì 29 ottobre 2026, ore 16:24

Cura e assistenza

Giornata internazionale: costruire modelli fondati sul rispetto dei diritti

La cura e l’assistenza: due pilastri fondamentali affinché le società e le economie possano funzionare, ma ancora molte delle 381 milioni di persone che lavorano in questo settore a livello mondiale (di cui il 65% circa sono donne) non percepiscono una retribuzione adeguata, così come non possono beneficiare di una protezione sociale all'altezza dell'impegno profuso, non hanno la possibilità, se non limitatamente, di avere una rappresentanza collettiva e, ancora di più, si ritrovano ad essere esposte a rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Per questo, in occasione della Giornata della cura e dell’assistenza, l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) insieme all’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e UN Women hanno organizzato l’evento internazionale “Costruire sistemi sostenibili di cura e assistenza attraverso il lavoro dignitoso”: un momento di riflessione e di confronto su quelli che sono i progressi compiuti fino a questo momento, sulle sfide ancora aperte e sulle azioni che risultano necessarie per realizzare modelli di cura e assistenza che trovino fondamento sul rispetto dei diritti, capaci di tenere conto delle differenze legate al genere, alla disabilità e all’età, valorizzando il lavoro dignitoso.
L'evento è stato anche l'occasione per celebrare il 15esimo anniversario della Convenzione Ilo sulle lavoratrici e sui lavoratori domestici approvata nel 2011 (n. 189) e anche della relativa Raccomandazione n. 201, convenzione che riconosce a questi lavoratori gli stessi diritti fondamentali garantiti a tutte le altre categorie: orari di lavoro ragionevoli e limiti alle ore di straordinario; riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive; salario minimo (ove previsto dalla legislazione nazionale) e retribuzione certa; informazioni chiare sui termini e sulle condizioni di impiego (tramite un contratto scritto); libertà di associazione e diritto di contrattazione collettiva; protezione contro ogni forma di abuso, molestia e violenza; sicurezza e salute sul luogo di lavoro. Una riflessione su questi due strumenti per collegare il tema della sostenibilità dei sistemi di cura e assistenza alla tutela delle persone impiegate nel lavoro domestico.
E proprio a tal fine l'Ilo ha voluto porre l'attenzione anche sulle stime aggiornate sul lavoro domestico nel mondo, pubblicate qualche giorno fa, i cui dati indicano come l'occupazione informale tra i lavoratori domestici sia diminuita o rimasta stabile in numerosi Paesi, sebbene oltre quattro lavoratori su cinque a livello globale non ricevano ancora un'effettiva tutela lavorativa e sociale.
In base alle stime pubblicate, infatti, 80 milioni di persone dai 15 anni in su, sono impiegate come lavoratori domestici nel mondo, numero cresciuto dai 75,6 milioni del 2019. In proporzione all'occupazione, il lavoro domestico è rimasto relativamente costante, rappresentando il 2,2% dell'occupazione totale e il 4,4% dei lavoratori dipendenti: un dato che, secondo l'Ilo, dimostra come la crescita mondiale rifletta più un aumento generale dell'occupazione in alcune regioni piuttosto che un'espansione di questa mansione rispetto ad altre occupazioni. Un lavoro, quello domestico, essenziale per le famiglie al cui interno ci sono bambini e anziani che necessitano di cura e assistenza, anche se tale importante contributo, a parere dell'Ilo, non è valutato a dovere, come dimostrato dalle disuguaglianze ancora esistenti rispetto alle altre categorie di lavoratori, negli orari e nel salario, che rappresenta solo il 53,3% di quello mensile medio percepito dagli altri lavoratori dipendenti, per non parlare di chi lavora in modo informale che sta ancora peggio, ossia al 48,7%.

Anna Taverniti

( 29 ottobre 2026 )

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