Mettere in evidenza quanto sia importante la prevenzione e la diagnosi precoce: è l’obiettivo del nuovo Piano per Alzheimer e le demenze che oggi, 21 settembre, è stato presentato al ministero della Salute, nel corso dell'evento dal titolo “Le prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza: verso il nuovo Piano nazionale demenze”. L'iniziativa, svoltasi proprio nella Giornata mondiale dell’Alzheimer, è stata finalizzata a valorizzare le politiche nazionali in materia di demenze, a condividere i risultati conseguiti e a presentare le prospettive di sviluppo del settore. Un'occasione di confronto tra Istituzioni, Regioni, professionisti sanitari, associazioni dei familiari, comunità scientifica e altri stakeholder impegnati nella sfida rappresentata dalle demenze, alla presenza del ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha sottolineato quanto le stesse rappresentino una sfida importante per la sanità pubblica. “L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia - ha detto Schillaci - rende sempre più urgente dare risposte che non solo guardino all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo. Dietro i numeri ci sono sempre persone, famiglie che hanno bisogni sanitari, assistenziali, sociali, che ci chiedono continuità, competenza, vicinanza”. Per il ministro, tutto ciò risulta più evidente quando si parla di demenze che, a livello globale, coinvolgono oltre 55 milioni di persone. “Ogni anno ci sono circa 10 milioni di nuovi casi - ha aggiunto Schillaci. In Italia sono circa 1.200.000 le persone con demenza, oltre la metà affette da Alzheimer, circa 900.000 con disturbi neuro cognitivi lievi. Se poi consideriamo i familiari, i caregiver, sono coinvolte circa 6 milioni di persone, quasi il 10% della popolazione”. Un tema riguardo al quale da anni è stato avviato un tavolo con l’Iss, come sottolineato dal ministro, per il quale nella prossima Manovra sarà necessario chiedere più fondi. “Non è solo un problema sanitario - ha detto - ma anche sociale, e le Regioni devono partecipare a questa progettualità. La vera sfida rimane la prevenzione”. E proprio riguardo l'Alzheimer, il responsabile della Salute ha sottolineato l'importanza del contributo arrivato dal Fondo dedicato a questa e alle altre forme di demenza: “un Fondo rinnovato, incrementato con quasi 35 milioni per il periodo 2024-2026. Queste risorse hanno sostenuto diagnosi precoci, telemedicina, teleriabilitazione, stimolazione cognitiva, trattamenti psicoeducativi, supporto dei caregiver”, temi sui quali ora il nuovo Documento recepisce le 7 aree di azione del Piano globale dell’Oms, inserendole in una strategia nazionale. Un aggiornamento che, secondo Schillaci, ha l'obiettivo di colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Servizio sanitario nazionale strumenti che consentano una programmazione al passo con i tempi, anche attraverso la previsione di un capitolo dedicato a una più efficiente allocazione delle risorse e una proposta di finanziamento per la prossima Legge di Bilancio. Una proposta che dovrà garantire continuità, ridurre le differenze territoriali e adeguare l’offerta alla domanda reale nei vari territori. “Vogliamo servizi accessibili e una presa in carico che accompagni la persona nelle diverse fasi della malattia. Non vogliamo lasciare sole le famiglie”. Per il ministro importante anche investire nell’informazione: “La campagna nazionale che il ministero promuoverà con l’Iss e con l’Aifa dovrà accrescere la conoscenza, contrastare stigma e pregiudizi, valorizzare prevenzione e favorire diagnosi tempestive, offrendo informazioni chiare, scientificamente fondate e comprensibili. La risposta alle demenze deve essere coordinata, sostenibile e costruita insieme”: un impegno che, per il ministro, dovrà fare in modo che ogni persona con demenza sia riconosciuta prima di tutto come una persona, tutelata in tutti i suoi diritti, e accompagnata con competenza e dignità.
Anna Taverniti

