Lunedì 21 settembre 2026, ore 3:48

Attualità

Giustizia, tempi più brevi ma l’Europa resta lontana

Le riforme varate negli ultimi anni - a partire dalla cosiddetta Cartabia - e la digitalizzazione di iter, pratiche e strumenti di lavoro, stanno velocizzando la macchina della giustizia italiana (o per lo meno rendendola meno lenta). Ma il processo è lungo e rispetto al resto d'Europa restiamo molto indietro. Con tutto ciò che questo comporta sia sul fronte dei disservizi e delle mancate tutele per i cittadini che ricorrono ai tribunali, sia sul fronte degli investimenti esteri, poiché i tempi lunghi della giustizia sono tra gli elementi che scoraggiano imprese e multinazionali straniere dal fare affari in Italia. Secondo i dati aggiornati al primo semestre del 2025, reperibili sul sito del Ministero della Giustizia, l’Italia ha speso circa 1,2 miliardi dei 2,7 assegnati dal Pnrr per questo target. Quanto ai risultati raggiunti, in media si è registrata una riduzione del 28% nei tempi dei procedimenti penali; del 20,1% nei tempi dei procedimenti civili. È stato inoltre smaltito il 73,3% di arretrato civile nei tribunali di primo grado e il 70,5% nelle corti d’appello. Si tratta di risultati positivi ma molto disomogenei sul territorio.
I dati elaborato dall'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa mostrano forti differenze territoriali. Nei processi civili, l'arretrato dei tribunali è in forte aumento a Venezia (+159%), Trieste (+73,7%) e L'Aquila (+48,5%). In generale, come detto, i dati sono positivi. Tra il 2021 e il 2024, presso le Corti d'Appello italiane si è registrato un calo medio del 24% dei procedimenti civili pendenti. Dietro il dato medio si celano numerose disparità. Su un totale di 140 tribunali, 123 hanno registrato una diminuzione dei procedimenti civili pendenti e solo 17 hanno registrato un incremento. Le diminuzioni più significative si registrano a Palmi (-45,6%), Arezzo (-44,2%), Barcellona Pozzo di Gotto (-43,9%), Lodi (-42,9%), Rovigo (-41,4%), Foggia (-41,4%) e Larino (-40,8%). Il calo è una tendenza ormai consolidata da un decennio e riflette, sottolinea il report, gli sforzi compiuti per migliorare l'efficienza del sistema, anche attraverso le misure previste dal Pnrr. Tuttavia, secondo il report, è necessario intensificare gli sforzi, soprattutto con interventi mirati per garantire una maggiore uniformità territoriale e tempi di risposta più omogenei. Tra i grandi tribunali, Roma si conferma al primo posto per numero di procedimenti civili pendenti, ma registra contestualmente progressi superiori alla media nazionale. Nell'ultimo quadriennio ha infatti registrato una riduzione del 22.1%: 91.368 casi nel 2024 rispetto ai 117.253 del 2021. Napoli e Milano mantengono rispettivamente il secondo e terzo posto: Napoli registra un calo del 13,7% (da 66.639 a 57.541 casi), mentre a Milano la riduzione è stata dell'1,5% (da 48.093 a 47.363 casi). Nel complesso, i Tribunali Ordinari hanno registrato una diminuzione del 13,3%, passando da 1.361.137 nel 2021 a 1.180.566 nel 2024. Secondo l'analisi dell'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa, nelle Corti d'Appello la situazione è più incoraggiante. Su 29 sedi (di cui tre sezioni distaccate), solo 5 hanno registrato un aumento dei procedimenti civili pendenti tra il 2021 e il 2024. Seppur con numeri assoluti più bassi, l'incremento maggiore si è rilevato a Trento: +26%. Aumenti più contenuti, invece, a Torino (+6,8%), Campobasso (+6,6%), Catanzaro (+1,9%) e Cagliari (+0,8%). Le restanti 24 Corti hanno invece registrato una diminuzione, con cali che vanno dal 48,2% di Ancona al 5,9% della Corte d'Appello di Bolzano. Anche tra le grandi Corti d'Appello, Roma si conferma al primo posto per numero di procedimenti civili pendenti: dai 43.455 casi del 2021 è scesa a 31.580 nel 2024, registrando una diminuzione del 27,3%, ma mantenendo comunque il primato nazionale. Ai vertici della classifica per carico di lavoro da smaltire si trovano anche Napoli, con una riduzione del 18,6% (da 33.206 a 27.044 casi), e Palermo, in flessione del 7,1% (da 11.554 a 10.729). 
Ilaria Storti

( 29 agosto 2025 )

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