Siamo ormai alle solite. Fare previsioni sull’andamento del prezzo del greggio è diventato un compito non più per analisti ma per veggenti con le grosse palle di vetro. Quindi, non sorprende se ieri il prezzo del petrolio è stato in netto rialzo dopo gli attacchi di missili iraniani contro una base Usa in Giordania. Il Wti avanza del 3,55% a quota 82,07 dollari al barile mentre il Brent guadagna il 3,59% a 87,11 dollari.
Fatta questa doverosa premessa , l’Istat ha comunicato che a maggio 2026 il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti su base mensile dello 0,6% in valore e dello 0,3% in volume; per i servizi si stima una crescita dello 0,2% sia in valore sia in volume. Su base annua, il fatturato dell'industria, corretto per gli effetti di calendario, registra invece un aumento in valore (+5,3%) ed in volume (+1,5%); quello dei servizi segna incrementi del 3,9% in valore e dell'1,0% in volume. Su base mensile la crescita per l'industria è trainata dalla componente estera, mentre per i servizi gli incrementi maggiori hanno interessato le attività professionali, scientifiche e tecniche. Il confronto in termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, sottolinea inoltre l'Istat, "evidenzia una vivace crescita in valore cui si associa una dinamica moderatamente positiva per i volumi, sia nell'industria sia nei servizi".
Guardando il settore dei servizi, su base annua il commercio all'ingrosso registra una variazione positiva del 4,0% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume; negli altri servizi la crescita è del 3,8% in valore e dell'1,5% in volume. Nel trimestre marzo-maggio 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+2,3%) e diminuisce in volume (-0,7%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si rilevano un incremento dell'1,6% in valore e dello 0,2% in volume.
Analizzando un altro fronte nella politica economica, a giugno frenano le esportazioni italiane verso i Paesi extra-europei. Sempre l'Istat stima un calo del 4% rispetto a maggio e un aumento del 3,6% rispetto all'anno precedente. Le importazioni aumentano, invece, sia su base mensile (+1,3%) che sull'anno (+18,5%). Tra i mercati di sbocco più vivaci per l'Italia spicca la Cina (+19,1%), seguita da Turchia (+10,8%), Svizzera (+10,5%) e paesi Mercosur (+4,4%). C'è un modesto aumento dell'export verso gli Stati Uniti (+0,4%) mentre diminuiscono le vendite verso Regno Unito (-10,5%), Giappone (-4,5%) e paesi Asean (-2,5%). L'avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +2.550 milioni di euro a giugno (era 5.478 milioni l'anno precedente).
Nel primo semestre raggiunge 24,1 miliardi di euro, un dato "sostanzialmente stabile" rispetto al primo semestre 2025. Nel secondo trimestre, rispetto al precedente, l'export cresce dello 0,5%, principalmente per effetto delle maggiori vendite di energia (+72,3%). Nello stesso periodo, l'import segna un incremento del 10,3%, in larga misura determinato dai maggiori acquisti di energia (+50,2%). Al contrario diminuiscono le importazioni di beni di consumo non durevoli (-11,4%). "A giugno la dinamica sia congiunturale sia tendenziale dell'export verso i paesi extra Ue è in parte influenzata dalle vendite ad elevato impatto di mezzi di navigazione marittima registrate a maggio 2026 e a giugno 2025; al netto di queste, si stima una riduzione su base mensile meno ampia (da -4,0% a -2,4%) e una crescita tendenziale più sostenuta (da +3,6% a +5,4%)", commenta l'Istat.
"Dati positivi, ma superati» con il rischio che «a breve si torni nel tunnel della crisi": così il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, commenta i dati Istat sul fatturato di maggio. "Bene che il fatturato salga e non solo in valore, per via degli aumenti dei prezzi dovuti alla guerra in Iran, ma anche in volume e sia su base congiunturale che tendenziale, anche se è emblematico che resti ancora in territorio negativo il fatturato interno in volume rispetto ad aprile".
Rodolfo Ricci
