Primo via libera in Parlamento al disegno di legge delega del governo sul nucleare. La Camera ha approvato il Ddl Pichetto, con i voti favorevoli della maggioranza e di Azione, l'astensione di Italia viva e il no del Centrosinistra. Il provvedimento passa ora al Senato. Il governo punta a farlo approvare prima della pausa estiva, per emanare i decreti attuativi entro Natale. Il disegno di legge ha lo scopo di ridare all'Italia una normativa sul nucleare. Dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia, e definisce i campi d'intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo. Per il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ”il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, decarbonizzazione, indipendenza. La domanda di energia è destinata a crescere, anche per effetto dell'IA, dei data center, dell'elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro”. La legge riguarda solo il nucleare civile. Il governo vuole puntare sui piccoli reattori modulari: una tecnologia più moderna, sicura ed economica, che però al momento è solo alla fase di prototipo. L'Italia potrebbe avere i primi reattori operativi nel 2034-2035. Le centrali nucleari di prima generazione sono quelle a fissione costruite immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Le centrali di seconda sono le più diffuse al mondo. Sono grandi impianti a fissione, da 440 fino a 1500 Gigawatt. La terza generazione di centrali è quella più recente, nata dopo Fukushima. È sempre a fissione, con una sicurezza rafforzata. Sono di questa categoria gli impianti di Flamanville in Francia e di Okiluoto in Finlandia, e quello in costruzione a Hinkley Point nel Regno Unito. Sono centrali costosissime e molto potenti, sui 1.600 Megawatt, per sfruttare le economie di scala. Poi ci sono i reattori di terza generazione avanzata, gli Small Modular Reactor. Sono piccoli reattori tradizionali a fissione, raffreddati ad acqua, costruiti in fabbrica in moduli separati, e poi installati da soli o in batteria in una centrale. Ogni modulo produce dai 100 ai 400 Megawatt. Al momento ne esistono alcuni prototipi in Cina e in Russia, uno in costruzione in Canada. La quarta generazione di reattori è quella degli Advanced Modular Reactor, reattori modulari a fissione come gli Smr, ma raffreddati a piombo liquido, sodio o sali fusi. Per qualsiasi guasto, si spengono e non fondono. Il vantaggio maggiore è che bruciano uranio e plutonio esausto delle vecchie centrali, riducendo la quantità delle scorie, e la loro radioattività. Gli Amr sono solo un progetto. La società Newcleo (francese, ma a guida italiana) conta di far funzionare il primo nel 2032. Infine, c'è la fusione nucleare: produrre energia dalla fusione dell'idrogeno. Ci sono vari progetti avviati, ma la tecnologia è ancora tutta da inventare.
An. Ben.

