Lunedì 8 giugno 2026, ore 20:30

Transizione energetica

Il nucleare torna al centro del dibattito in Italia

Primo via libera in Parlamento al disegno di legge delega del governo sul nucleare. La Camera ha approvato il Ddl Pichetto, con i voti favorevoli della maggioranza e di Azione, l'astensione di Italia viva e il no del Centrosinistra. Il provvedimento passa ora al Senato. Il governo punta a farlo approvare prima della pausa estiva, per emanare i decreti attuativi entro Natale. Il disegno di legge ha lo scopo di ridare all'Italia una normativa sul nucleare. Dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia, e definisce i campi d'intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo. Per il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ”il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, decarbonizzazione, indipendenza. La domanda di energia è destinata a crescere, anche per effetto dell'IA, dei data center, dell'elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro”. La legge riguarda solo il nucleare civile. Il governo vuole puntare sui piccoli reattori modulari: una tecnologia più moderna, sicura ed economica, che però al momento è solo alla fase di prototipo. L'Italia potrebbe avere i primi reattori operativi nel 2034-2035. Le centrali nucleari di prima generazione sono quelle a fissione costruite immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Le centrali di seconda sono le più diffuse al mondo. Sono grandi impianti a fissione, da 440 fino a 1500 Gigawatt. La terza generazione di centrali è quella più recente, nata dopo Fukushima. È sempre a fissione, con una sicurezza rafforzata. Sono di questa categoria gli impianti di Flamanville in Francia e di Okiluoto in Finlandia, e quello in costruzione a Hinkley Point nel Regno Unito. Sono centrali costosissime e molto potenti, sui 1.600 Megawatt, per sfruttare le economie di scala. Poi ci sono i reattori di terza generazione avanzata, gli Small Modular Reactor. Sono piccoli reattori tradizionali a fissione, raffreddati ad acqua, costruiti in fabbrica in moduli separati, e poi installati da soli o in batteria in una centrale. Ogni modulo produce dai 100 ai 400 Megawatt. Al momento ne esistono alcuni prototipi in Cina e in Russia, uno in costruzione in Canada. La quarta generazione di reattori è quella degli Advanced Modular Reactor, reattori modulari a fissione come gli Smr, ma raffreddati a piombo liquido, sodio o sali fusi. Per qualsiasi guasto, si spengono e non fondono. Il vantaggio maggiore è che bruciano uranio e plutonio esausto delle vecchie centrali, riducendo la quantità delle scorie, e la loro radioattività. Gli Amr sono solo un progetto. La società Newcleo (francese, ma a guida italiana) conta di far funzionare il primo nel 2032. Infine, c'è la fusione nucleare: produrre energia dalla fusione dell'idrogeno. Ci sono vari progetti avviati, ma la tecnologia è ancora tutta da inventare. 
An. Ben. 

( 8 giugno 2026 )

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